“Regalo di Pasqua”, questo l’oggetto della mail arrivata ai primi di aprile sull’indirizzo di posta elettronica del pm Carlo Villani che ha coordinato le indagini sull'attentato a Sigfrido Ranucci. Nella mail a firma anonima vengono forniti degli elementi utili alle indagini.
Nel messaggio, l'autore affermava di voler "dare una mano" a individuare il responsabile.
Nella lettera viene precisato che Antonio Passariello ha lavorato per il clan Moccia e si va vantando dalla mattina alla sera di aver compiuto questa azione per conto del clan operativo a Nola, ma viene precisato che gli amici non ne sanno nulla di questo episodio. A chiare lettere gli amici di Nola prendono le distanza dall'attentato a Ranucci: "A noi Ranucci non ci ha fatto nulla, non glielo avremmo permesso se ce lo avesse detto".
I chiarimenti vengono forniti per evitare che "le carte possano mischiarsi". Alla luce di questa email le indagini dei carabinieri di Roma, continuano a ritmo serrato per risalire ai mandanti dell'attentato al giornalista Rai.
Il riferimento al Clan Moccia
La email - dopo accertameti - viene considerata attendibile. Agli atti emerge, comunque, che "allo stato, non è stata riscontrata alcuna appartenenza di Passariello al contesto criminale del clan Moccia di Afragola"
Chi scrive l'email, con assoluta precisione, descrive chi ha compiuto l'attentato. Le informazioni - fornite in forma anonima - riguardano l'esecutore materiale dell'attentato. Viene fornito l'indirizzo, che tipo di macchina usa, chi è la sua compagna, con chi vive e di cosa si va vantando. Il riferimento è all'indagato Antonio Passariello - finito nel carcere di Rebibbia - e che vive al quartiere Gescal di Cicciano.