«Forse non esistono parole adatte per descrivere quello che sto provando. Sono profondamente emozionato. Essere arrivato fin qui, in un Conservatorio prestigioso come il "Nicola Sala", e sapere che hanno pensato a me è qualcosa di sorprendente». Con queste parole, visibilmente commosso, Sal Da Vinci ha commentato il conferimento del Diploma Accademico Honoris Causa in Canto Pop/Rock da parte del Conservatorio Statale di Musica "Nicola Sala" di Benevento.
È un artista autentico Sal Da Vinci, capace di regalare una serata speciale, nonostante la lacunosa organizzazione che ha reso particolarmente complicato il lavoro giornalistico.
L'artista napoletano ha voluto condividere con il pubblico il significato più profondo del riconoscimento, spiegando come non lo consideri un semplice premio alla carriera, ma una responsabilità. «Non credo che oggi si celebri la carriera di Sal Da Vinci. Credo sia stato riconosciuto un percorso, la capacità di resistere. Le mie aule sono state le tavole dei palcoscenici. Per me questo non è un premio, è un affidamento, qualcosa che bisogna onorare e custodire».
Già nell'incontro con i cronisti precedente alla cerimonia, moderato dal direttore editoriale di Ottopagine.it, Antonio Sasso, ripercorrendo il proprio cammino artistico, Da Vinci ha ricordato anche i momenti più difficili, quando il successo sembrava lontano e la tentazione di cambiare strada era concreta.
«Quante volte ho pensato di fare un altro mestiere. Ci ho anche provato: una volta ho cambiato una lampadina e ho fatto un cortocircuito. Allora ho capito che era meglio continuare a fare musica», ha raccontato con la consueta ironia. Dietro la battuta, però, un messaggio preciso: «I miracoli esistono per chi continua a credere nel proprio sogno e non smette di perseverare».
Ai giovani l'artista ha lanciato un invito a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà: «Il fallimento è un sentimento che tutti possono vivere. Il problema è restare seduti a terra. Bisogna rialzarsi. Occorre trovare la forza di ripartire». Un messaggio perfettamente in linea con la motivazione scelta dal Conservatorio per il conferimento del titolo: «Una vita per la musica. Un esempio per le nuove generazioni».
Nel corso della conferenza stampa, Sal Da Vinci ha inoltre ribadito il valore dell'autenticità nel proprio percorso artistico: «Cerco di essere lo stesso uomo sul palco e nella vita. La gente può anche non condividere una canzone, ma quello che conta è la verità con cui la racconti». Ha poi ricordato il teatro come «la mia più grande università», il luogo dove è nato artisticamente e dove ha potuto sperimentare, scrivere e crescere quando altre opportunità sembravano non esserci.
La cerimonia, ospitata presso l'Housing Universitario "Il Molino", ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell'anno accademico, alla presenza delle autorità civili e istituzionali, dei docenti, degli studenti e degli organi accademici del Conservatorio, oltre che di numerosi rappresentanti del mondo della cultura e di un folto pubblico che ha voluto rendere omaggio a un artista capace di coniugare tradizione, ricerca espressiva e sensibilità interpretativa.
Particolarmente emozionante il momento musicale che ha preceduto il conferimento del titolo. Seduto al pianoforte, Sal Da Vinci ha voluto ringraziare il pubblico attraverso la musica, interpretando tre dei suoi brani più amati: Tu si' 'na cosa grande, Rossetto e caffè e Per sempre sí. Le esecuzioni, accolte da lunghi applausi, hanno trasformato la cerimonia in un momento di autentica condivisione tra l'artista e la platea, suggellando con le note una giornata già ricca di significato.
Nel corso dell'evento è stato sottolineato come il conferimento non rappresenti soltanto un tributo alla straordinaria carriera di Sal Da Vinci, ma costituisca anche un'importante affermazione del valore accademico della Canzone Napoletana, patrimonio artistico, storico e culturale da studiare, preservare e trasmettere alle nuove generazioni.
La cerimonia si è conclusa con il tradizionale conferimento del titolo accademico, accolto da un lungo e caloroso applauso che ha testimoniato l'affetto e la stima del pubblico nei confronti dell'artista.
La serata è proseguita con il concerto dell'Orchestra Stabile della Canzone Napoletana del Conservatorio "Nicola Sala", diretta dal Maestro Luigi Ottaviano, che ha proposto "Ernesto Murolo, il poeta dell'incanto", spettacolo realizzato in occasione del 150° anniversario della nascita del grande poeta e paroliere napoletano.