di Paola Iandolo
L’attendibilità delle dichiarazioni rese da una delle due complici della rapina, il riscontro con le immagini ei tabulati telefonici, la presenza della vettura insieme a quelle degli autori del raid sono elementi determinati per considerare Liotti il basista del colpo. In diciannove pagine il Gup del Tribunale di Avellino, Giulio Argenio ha motivato la sentenza di condanna nei confronti di quattro dei sei imputati per la tentata rapina alla Gioelleria “Gioie” di Mercogliano. Francesco Carlo Liotti è il “basista” del colpo, fallito nell’ottobre 2024.
La sentenza del gup
Il Gup del Tribunale di Avellino Giulio Argenio, il 13 marzo scorso, ha condannato Francescocarlo Liotti, difeso dal penalista Costantino Sabatino a 4 anni di reclusione e 2.400,00 di multa. La Procura aveva invocato una condanna a sei anni. Ciro Velotti e Vincenzo Fortunato a 3 anni e mesi 4 e 2.200,00 di multa, Di Lernia Alessio ad anni 3 e 1.800,00 di multa. Per Liotti , Velotti e Fortunato disposta anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, difesi dagli avvocati Salvatore Operetto, Andrea Cilento e Antonio Di Palma. Salvatore Di Martino, difeso dall’avvocato Davide Noli, assolto per non aver commesso il fatto.
La ricostruzione
La tentata rapina era avvenuta il 22 ottobre 2024 a Torrette. Le due donne che componevano il gruppo riuscivano a farsi aprire fingendosi interessate ad un acquisto; in quel frangente, gli altri quattro complici, tutti travisati, giunti dinanzi al negozio a bordo di una autovettura T-Roc con targa.contraffatta, davano inizio all’azione criminosa. In particolare, mentre uno di loro restava alla guida dell’auto, gli altri tre, armati di una pistola e di un fucile, irrompevano nell’esercizio.commerciale, non riuscendo tuttavia nell’intento per la reazione di un commerciante vicino alla gioielleria. Agli stessi veniva fornito supporto logistico ed organizzativo da altre due persone, uno dei quali era Giella incontrate presso un autolavaggio, dove il gruppo criminale, proveniente da Napoli, aveva programmato le attività preparatorie e dove veniva prelevata l’autovettura utilizzata per l’azione criminosa.