L’Ucraina rivendica un nuovo colpo in profondità contro l’apparato energetico e militare della Russia. Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che le forze ucraine hanno colpito per la seconda volta in una settimana la raffineria di petrolio di Ufa, nella repubblica russa del Bashkortostan, a oltre 1.300 chilometri dalla linea del fronte. L’impianto è indicato come uno dei principali produttori russi di lubrificanti.

La strategia dei colpi in profondità

Nel messaggio diffuso su X, Zelensky ha definito l’operazione parte delle “sanzioni ucraine a lungo raggio”, una formula con cui Kiev descrive gli attacchi contro infrastrutture considerate decisive per lo sforzo bellico russo. Secondo il presidente ucraino, non è stata colpita solo la raffineria di Ufa: nella regione di Penza, a circa 600 chilometri dal fronte, le armi ucraine avrebbero raggiunto anche una struttura strategica del complesso militare-industriale russo coinvolta nello sviluppo e nella produzione di componenti per sistemi missilistici.

La rivendicazione conferma l’ampliamento della campagna ucraina contro obiettivi lontani dal campo di battaglia. Kiev punta a indebolire la logistica, la produzione energetica e la filiera militare di Mosca, portando il costo della guerra anche all’interno del territorio russo. Nelle ultime settimane gli attacchi contro raffinerie, depositi e siti industriali hanno assunto un ritmo più intenso e hanno alimentato difficoltà nella distribuzione dei carburanti in diverse regioni russe.

Il messaggio politico a Mosca

Il tono scelto da Zelensky lega l’azione militare alla richiesta di una conclusione del conflitto. Il presidente ucraino ha sostenuto che la Russia “deve porre fine alla sua guerra” e che la leadership russa avrebbe gli strumenti per farlo. La frase arriva mentre la guerra continua a colpire anche le città ucraine: secondo le ultime ricostruzioni internazionali, nuovi attacchi russi hanno provocato vittime civili nelle regioni di Kherson e Dnipropetrovsk.

L’obiettivo politico di Kiev è duplice: mostrare alla popolazione ucraina che la capacità di risposta resta alta e segnalare agli alleati occidentali che i sistemi a lungo raggio, compresi droni e missili sviluppati internamente, sono diventati uno strumento centrale della resistenza. La campagna contro gli impianti energetici russi è presentata da Kiev come una risposta agli attacchi sulle città e sulle infrastrutture ucraine.

Il peso delle raffinerie nel conflitto

La raffineria di Ufa ha un valore simbolico e operativo perché si trova molto lontano dal fronte. Un attacco a quella distanza mostra la crescente capacità ucraina di raggiungere obiettivi profondi nel territorio russo, costringendo Mosca a disperdere difese, risorse tecniche e capacità di riparazione. Secondo l’agenzia Associated Press, la campagna ucraina contro le infrastrutture petrolifere ha contribuito a una crisi dei carburanti in Russia, con riduzioni della produzione e difficoltà di approvvigionamento in più aree del Paese.

La dinamica resta però esposta alla propaganda di guerra e alle verifiche indipendenti. Kiev rivendica la precisione dei propri attacchi, mentre le autorità russe tendono a ridimensionare gli effetti o a parlare di droni abbattuti e danni limitati. In questo quadro, il dato più rilevante è la continuità della pressione ucraina: gli obiettivi non sono più soltanto vicini al fronte, ma includono impianti energetici e industriali collocati nel cuore della profondità strategica russa.