Avellino

di Paola Iandolo 

Era accusato di insolvenza fraudolenta perchè per ben 23 volte - con il suo motociclo - nel giro di un anno, non ha pagato il pedaggio ai caselli autostradali di Avellino e Nola. Un 45enne avellinese è stato assolto da tutte le accuse.

Lo stratagemma

L'uomo si accodava di volta in volta al veicolo che lo precedeva riuscendo a transitare prima che la sbarra chiudi pista si abbassasse. La  condotta fraudolenta non era passata inosservata alla società Autostrade che, attraverso le telecamere di sorveglianza posizionate nell’immediatezza dei caselli, era riuscita ad identificare la targa ed il modello del motociclo. Sulla base dei dati in mano alla società  Autostrade era nato il deferimento a carico del motociclista che, pertanto, si è ritrovato sotto processo dinanzi al Tribunale di Nola.

La richiesta di rinvio a giudizio e l'assoluzione

Nei confronti dell'uomo erano state raccolte prove sufficienti - ad avviso del pm - tanto da ottenerne il rinvio a giudizio e la condanna a conclusione del dibattimento. Ma il Giudice Monocratico del Tribunale di Nola, Antonia Ardolino, in totale accoglimento della tesi difensiva sostenuta dai difensori dell’imputato, gli avvocati Stefano Vozella e Armando Della Pia, ha assolto il motociclista per non aver commesso il fatto. Gli avvocati hanno sostenuto che non era stato identificato il proprietario del motociclo e dunque non si poteva pronunciare la condanna per l’imputato. Tesi difensiva che ha convinto il Giudice che ha mandato assolto l’imputato.