Napoli

 

Le immagini di lunedì scorso, 29 giugno, in piazza Montesanto hanno inquinato la narrazione di una Napoli specchio del Rinascimento turistico campano. Una rissa violenta, colpi di pistola esplosi in aria e, infine, un uomo che imbraccia un mitra tra la folla a pochi passi dalla stazione della linea Cumana. Sebbene la risposta della Polizia sia stata tempestiva, con il fermo dei protagonisti, l'episodio ha evidenziato una verità più profonda e inquietante: la percezione di totale impunità che domina ampie fette della criminalità urbana.

Per tentare di arginare questa deriva, il Viminale e la Prefettura hanno confermato che il prossimo 8 luglio il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, presiederà un vertice d’urgenza sulla sicurezza a Napoli. Un tavolo tecnico che si preannuncia caldissimo, stretto tra le richieste di interventi strutturali del sindaco Gaetano Manfredi e il duro richiamo del Procuratore Generale Aldo Policastro, che chiede di superare la logica degli "interventi spot" a favore di una vera attività di intelligence preventiva.

L'atto d'accusa delle opposizioni: "Centri storici fuori controllo"

L'eco degli spari di Montesanto ha riacceso immediatamente lo scontro politico nazionale, trasformando la sicurezza nel terreno di una durissima requisitoria contro il governo Meloni. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a margine della presentazione del suo libro al Circolo Canottieri, ha usato parole taglienti: «I centri storici delle grandi città sono diventati un Far West, a Napoli come a Roma e Milano. Su questo tema il governo ha fallito: hanno preso voti illudendo gli italiani, ma poi hanno rifiutato la nostra proposta di un patto di sicurezza da 500 milioni di euro per riqualificare le aree disagiate e migliorare l'illuminazione». Sulla stessa linea d'onda si posiziona il Partito Democratico. Il segretario regionale campano Piero De Luca ha messo sotto accusa i numeri dell'esecutivo: nonostante l'introduzione di 50 nuovi reati e aggravanti, mancano all'appello 25mila unità nelle forze dell'ordine, con una riduzione di 2mila persone dall'insediamento del governo. De Luca contesta la mancanza di investimenti nel sociale e nelle scuole, criticando aspramente il miliardo di euro destinato ai centri per i migranti in Albania.

La replica della destra: l'appello a un "Patto Morale" per la legalità

Dall'altro lato della barricata, Fratelli d'Italia respinge le accuse di propaganda e tenta di spostare il dibattito su un piano di collaborazione istituzionale, raccogliendo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dall'europarlamentare dem Sandro Ruotolo. Luigi Rispoli (FdI) ha proposto formalmente un "Patto per la Legalità" che superi le scadenze elettorali, mentre il coordinatore cittadino del partito, Marco Nonno, ha chiarito la natura della proposta: «La camorra è un nemico di tutta la città, non di una parte politica. Non proponiamo un’alleanza dei partiti, ma un’alleanza morale e istituzionale». Secondo Vincenzo Pecorella, responsabile Giustizia di FdI a Napoli, la repressione resta un pilastro fondamentale, ma da sola non basta. Diventa urgente un impegno permanente che coinvolga le scuole, il sostegno alle famiglie e il presidio sociale dei quartieri per sottrarre i giovani alle paranze.

La piazza non ci sta: il riscatto della "Napoli Sana"

Mentre la politica si divide sulle responsabilità e sulle risorse, la società civile ha deciso di occupare fisicamente gli spazi sottratti dalla criminalità. Questa sera, alle ore 19:00 , esattamente alla stessa ora del raid di lunedì, piazza Montesanto ospiterà il flash mob "Napoli non è in guerra, riprendiamocela", organizzato dal deputato Francesco Emilio Borrelli.

L'iniziativa punta a unire commercianti, la parrocchia di Santa Maria di Montesanto, i vertici di Eav e l'ospedale Pellegrini in un'unica rete di resistenza antiracket e anticamorra. In prima fila ci saranno le madri della Rete civica per la sicurezza dei Minori, guidate da Nelide Milano, promotrice della campagna biennale "Fate Presto" contro le armi giovanili. L'obiettivo della piazza è chiaro: dimostrare che esiste una Napoli che cresce e si evolve, e che non è più disposta a normalizzare l'illegalità quotidiana, a partire dagli scooter sui marciapiedi fino ad arrivare ai mitra spianati in pieno giorno.