Un boato sordo, poi una fitta nube di polvere che avvolge il costone roccioso e si riversa sulla spiaggia affollata. Erano circa le 11:00 di questa mattina quando il litorale della località Pezzolo, a Vico Equense, è stato teatro dell'ennesimo smottamento. Il cedimento ha scatenato il panico tra le decine di bagnanti presenti, costretti a fuggire e a trovare rifugio direttamente in mare per evitare di essere investiti dai detriti. Fortunatamente, secondo le prime informazioni raccolte, non si registrano feriti o danni a cose, ma si è sfiorata l'ennesima tragedia in piena stagione balneare.
Le prime note istituzionali parlano di un "dilavamento di terriccio in un'area privata chiusa al pubblico". Il terreno si è staccato da un'altezza considerevole, sollevando un polverone a pochissimi metri dalla battigia dove si trovavano i bagnanti. Sul posto sono intervenuti d'urgenza gli agenti della Polizia Municipale e i militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, insieme ai tecnici comunali, per allontanare i presenti, valutare l'entità del dissesto e interdire ulteriormente l'area.
L'Inchiesta: divieti violati e la piaga del turismo selvaggio
Il caso del Pezzolo apre un focus d'inchiesta drammaticamente noto alle cronache della Penisola Sorrentina: il mancato rispetto delle ordinanze di sicurezza. Il tratto di costa interessato dal crollo, infatti, è da tempo considerato ad alto rischio idrogeologico ed è già oggetto di un'ordinanza sindacale di interdizione. Lo scorso anno nel mese di agosto si era già verificato un episodio molto simile. Nonostante il Comune abbia affisso cartelli che vietano l'accesso e la sosta, il sito continua a essere sistematicamente occupato. Solo nei giorni scorsi, la Guardia Costiera aveva effettuato controlli a tappeto nella stessa zona, sgomberando e sanzionando le persone accampate sotto la parete rocciosa instabile. Interventi che, alla luce di quanto accaduto oggi, si sono rivelati insufficienti a fare da deterrente.
Un territorio fragile: i precedenti
La spiaggia del Pezzolo non è nuova a episodi del genere. Negli ultimi anni l'intera falesia ha mostrato evidenti segnali di fragilità strutturale. L'episodio odierno impone una riflessione urgente sulla gestione della sicurezza costiera. Le transenne e i cartelli cartacei non bastano più a fermare l'afflusso di bagnanti nelle aree a rischio. Diventa fondamentale comprendere le cause strutturali dell'ennesimo crollo e valutare interventi di consolidamento definitivi, superando la logica della perenne emergenza.