Lui è stato condannato qualche giorno fa a 4 anni e mezzo per maltrattamenti e violenza sessuale ai danni della compagna, ma la storia per la quale è stato chiamato in causa ha fatto registrare ulteriori sviluppi. Perchè, come riportato dal Corriere della sera, la Corte Europea dei Diritti dell'uomo ha condannato l'Italia perché la giustizia civile e penale ha impiegato troppo tempo per decidere sul caso che ha coinvolto la donna di e i suoi due figli.
La Corte Ue ha ritenuto che il procedimento non avesse soddisfatto i requisiti di un'indagine tempestiva, approfondita ed efficace, come previsto dalla Convenzione, e ha stigmatizzato il comportamento del pubblico ministero di Benevento che nel novembre 2021 aveva presentato una richiesta di archiviazione del procedimento con motivazioni "sessiste e stereotipate".
Una decsione alla quale si era opposta la parte offesa, nel cui mirino era finito un passaggio della richiesta del magistrato, che aveva scritto che è “comune negli uomini dover vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, nella stanchezza delle incombenze quotidiane, tende a esercitare quando un marito (che nel caso di specie appare particolarmente amante della materia) tenta un approccio sessuale». Il Gip aveva dispoto altri sei mesi d'indagine, poi il rinvio a giudizio e il processo di primo grado.
La Corte ha ritenuto che tali motivazioni riflettessero "una cultura sessista e stereotipata" ha stabilito che lo Stato deve versare alla donna e ai suoi figli 15 mila euro ciascuno per danni morali, e 15 mila in totale per le spese legali.