Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di mortalità delle donne nel mondo. La menopausa segna una transizione endocrina cruciale: la scomparsa della funzione ovarica e l’inversione del rapporto estrogeni/androgeni inducono uno sconvolgimento metabolico pro-infiammatorio e aterogeno che determina un forte aumento del rischio cardiovascolare.
Lo studio mira a caratterizzare il profilo metabolico associato alla menopausa. Si tratta dello studio delle disparità tra donne in pre-menopausa e donne in post-menopausa, condotto per mezzo di analisi metaboliche e di immagini da risonanza magnetica nucleare (RMN). Sono state reclutate 68 donne in pre-menopausa dell’età di 18-45 anni e 59 donne in post-menopausa dell’età di 55-68 anni (durata della menopausa: 0-28 anni). Tutte le partecipanti erano in buona salute e senza antecedenti di malattie cardiovascolari.
Sono state escluse le donne affetta da malattie auto-immuni e quelle recentemente vaccinate. Un’analisi metabolica del siero è stata realizzata, riguardanti le lipoproteine, le glicoproteine, i metaboliti di basso peso molecolare, e il profilo lipidico. Infine sono stati realizzati dei modelli di apprendimento automatico al fine di identificare dei segni metabolici predittivi di un profilo lipidico associato all’infiammazione, naturalmente nelle donne in menopausa.
Queste donne presentavano delle irregolarità metaboliche indotte da un aumento dei lipidi, dell’apolipoproteina B, della lipoproteina(a) pro-aterogena e delle glicoproteine infiammatorie chiamate metabolic-shift. Invece i profili degli aminoacidi e del glucosio erano globalmente inalterati, confermando che il rischio legato alla menopausa è principalmente mediato dalle vie lipido-infiammatorie. La variabilità metabolica era fortemente influenzata dalla GlycA, un biomarcatore della RMN che riflette la glicosilazione delle proteine in fase acuta.
Dato che l’infiammazione cronica di basso grado è un fattore chiave della progressione dell’aterosclerosi e che la GlycA predice in modo affidabile il rischio cardiovascolare sub-clinico, questo biomarcatore è stato utilizzato per stratificare le donne in menopausa in due sottogruppi secondo il livello dell’infiammazione: alto o basso.
Anche se i profili clinici tra i gruppi infiammatori sono globalmente paragonabili, il sottogruppo con forte infiammazione presentava una pressione arteriosa sistolica significativamente più alta, stabilendo un legame tra l’infiammazione sub-clinica e la tensione vascolare. Un modello di regressione logistica ha ottenuto i migliori risultati, identificando l’alanina, i trigliceridi, l’acido linoleico, gli omega-3, il DHA e le particelle VLDL di grande taglia come principali fattori determinanti. In conclusione i risultati rivelano la natura infiammatoria del profilo metabolico della post-menopausa.
Ciò sottolinea che, anche nelle donne in buona salute, l’infiammazione induce profili metabolici specifici associati ad un aumentato rischio cardiovascolare. Il profilo metabolico identificato potrebbe costituire un mezzo potente per la stratificazione precoce del rischio, facilitando così gli interventi della medicina di precisione durante lo stadio preclinico.