Sono cinque le persone indagate per la morte di Adriano Tatavitto, 38 anni, di Circello, l'operaio dell'Enel, dipendente della struttura tecnica di Avellino, che aveva perso la vita lo scorso 16 ottobre. Secondo una prima ricostruzione, mentre era su un palo, dove stava cercando di ripristinare le linee elettriche danneggiate dal nubifragio nella zona industriale di Ponte Valentino, era rimasto folgorato. Inutili, purtroppo, i soccorsi per l'uomo, padre di due figli.
Una fine terribile, al centro di un'indagine diretta dal sostituto procuratore Miriam Lapalorcia e condotta dai carabinieri. Venerdì il magistrato affiderà al medico legale, la dottoressa Monica Fonzo, l'incarico dell'autopsia. Un atto irripetibile, da qui la necessità di 'avvisare' coloro che sono stati chiamati in causa in questa fase dell'inchiesta.
Si tratta di dirigenti e responsabili Enel a vari livelli, difesi dagli avvocati Guido Principe, Natascia Pastore, Domenico Russo, Mario Feo e Michele Napolitano. Nell'elenco compare anche Gianluigi Fioriti, amministratore delegato di Enel Distribuzione.
Un atto dovuto per consentire loro la nomina di un consulente in vista dell'esame autoptico. Al quale prenderanno parte il dottore Emilio D'Oro (per la moglie, il fratello e i genitori della vittima, rappresentati dall'avvocato Vincenzo Sguera, che anche indicato l'ingegnere Giovanni Masotti come specialista per la sicurezza sui luoghi di lavoro) e il professore Fernando Panarese, per l'Enel.
Enzo Spiezia