Il numero che il governo sperava di non rivedere troppo presto è tornato sui cartelli delle stazioni di servizio. Due euro al litro. Anzi, qualcosa in più. Secondo l’ultimo aggiornamento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al 6 luglio il gasolio self sulla rete autostradale costa in media 2,008 euro al litro, contro i 2,004 del giorno precedente. La benzina, sempre in autostrada, sale a 1,938 euro. Sulla rete stradale nazionale la verde è a 1,844 euro, il gasolio a 1,925.
Lo sconto finisce, i prezzi ripartono
La risalita arriva dopo la fine del taglio sulle accise. La misura, varata dal governo per raffreddare i rincari seguiti alle tensioni in Medio Oriente, valeva complessivamente 6,1 centesimi al litro considerando anche l’Iva applicata sull’accisa. Il decreto di giugno aveva fissato la riduzione fino al 3 luglio, poi non è arrivata una nuova proroga.
L’effetto si è visto subito. Il 4 luglio, primo giorno dopo lo stop allo sconto, il prezzo medio self sulla rete stradale era salito a 1,820 euro per la benzina e a 1,899 per il gasolio. Il giorno dopo la benzina era già a 1,841 e il diesel a 1,922. In autostrada il gasolio aveva superato di nuovo la soglia psicologica dei due euro, arrivando a 2,004 euro al litro.
Il pieno pesa di più
Per gli automobilisti la differenza si traduce in un rincaro immediato. Un pieno da 50 litri di gasolio costa circa due euro in più rispetto al giorno precedente, ma il rischio è che l’adeguamento dei listini non sia ancora completo. Le associazioni dei consumatori temono nuovi rialzi, soprattutto nei distributori che aggiornano i prezzi con qualche giorno di ritardo e lungo le tratte più battute delle vacanze.
Il Codacons parla di una stangata da 1,4 miliardi di euro su base annua. Secondo l’associazione, l’aumento delle accise pesa per 3,9 milioni di euro al giorno sui rifornimenti, in un momento in cui gli spostamenti estivi rendono il carburante una voce di spesa ancora più sensibile per famiglie e imprese.
Consumatori contro governo
La partita è diventata subito politica. Le associazioni contestano il mancato rinnovo dello sconto e denunciano il divario tra il calo delle quotazioni del petrolio e la riduzione molto più lenta dei prezzi alla pompa. Il governo, invece, difende la gestione dell’emergenza e rivendica gli interventi già messi in campo nei mesi scorsi.
Resta il nodo più difficile: capire quanto del calo del greggio sia stato davvero trasferito agli automobilisti. Per ora il dato ufficiale consegna una certezza: il gasolio in autostrada è tornato sopra quota due euro e la soglia psicologica che aveva fatto scattare l’intervento sulle accise è di nuovo realtà.