Napoli

Il cartellone del Teatro Trianon Viviani si dipana da settembre a giugno, con l’inaugurazione vera e propria il 16 ottobre, ed è dedicato a Gennarino Capuozzo, tra i più giovani insorti delle Quattro Giornate di Napoli, che cadde a undici anni nel settembre 1943; alla sua memoria fu conferita la medaglia d’oro al valor militare.

L’immagine di Gennarino è al centro del manifesto della stagione, «per ricordarci – afferma Pierpaolo Sepe, neodirettore artistico del Teatro – che ogni generazione è chiamata a custodire ciò che ha ricevuto e a consegnarlo, un po’ più libero, a chi verrà dopo».

Teatro Trianon Viviani: spettacoli multidisciplinari

Il direttore artistico vede il teatro pubblico di Forcella come un porto: in un quartiere dove da secoli s’incontrano persone, lingue e racconti, il Trianon Viviani non ospita soltanto spettacoli, ma rende possibili incontri, con «un’identità che non è recinto né nostalgia: è memoria che si interroga, si trasforma e crea».

Con questa visione, Sepe ha costruito una stagione di spettacoli all’insegna della multidisciplinarietà, tra teatro musicale, prosa, musica e danza, guardando al patrimonio partenopeo e alle scritture del presente, al teatro civile e alla festa di strada. Come puntualizza il presidente Gianni Pinto: «Con questo nuovo cartellone, il Trianon Viviani – teatro della Canzone napoletana è sempre più multidisciplinare, attento ai linguaggi della contemporaneità e al territorio: così un teatro pubblico compie fino in fondo il suo servizio alla città». A latere della programmazione il Trianon Viviani si apre anche a un’attività di formazione dei mestieri teatrali.

Cinque allestimenti teatrali firmati dal Trianon Viviani

Cinque gli allestimenti teatrali firmati dal Trianon Viviani, di cui una ripresa, più un grande concerto di chiusura. Il primo è la ripresa di Festa di Piedigrotta, il capolavoro corale di Raffaele Viviani, con la regia  di Nello Mascia e le elaborazioni musicali di Eugenio Bennato (dall’8 al 13 settembre).

Quindi Le Quattro Giornate di Napoli. Ovvero della dignità perduta, diretta da Carlo Cerciello (dal 14 al 24 gennaio), una rilettura della sollevazione del popolo napoletano per riflettere sull’omologazione liberista del presente. Mala-Mente, di e con Peppe Lanzetta, per la regia di Raffaele Di Florio (dal 25 febbraio al 7 marzo) è una “sceneggiata in divenire”, con il riscatto di genere, l’amore e il tradimento, tra il repertorio musicale del Novecento e brani originali.

Dal 16 al 25 aprile va in scena Na meza buscia di Alessio Forgione, con Francesco Di Leva, Rosario Giglio, Daniele Vicorito e Anna Carla Broegg, per la regia di Pino Carbone, uno spettacolo tra memoria, verità e leggenda, sul poeta e paroliere Vincenzo D’Agostino, Annarella, oggetto del suo amore tormentato, Gigi D’Alessio e Mario Merola.

Dedicato agli “under 35”, Pulcinella. Ovvero una cosa che somiglia al mondo, uno spettacolo scritto e diretto da Noemi Francesca con Giovanni Ludeno e Riccardo Festa che sottrae  la maschera al folklorismo e all’approccio colto, in scena dal 14 al 23 maggio. Ultima produzione, che chiude anche la programmazione della stagione, la Festa finale – La scena rap napoletana, (10 giugno): un concerto dei protagonisti della nuova scena rap e urbana cittadina, coordinato da Polo (Alberto Cretara) del gruppo la Famiglia.