Una novità accompagnata da non pochi messaggi piccati. Gli store fisici ed online del club si illuminano con le nuove maglie casalinghe disegnate dalla Salernitana insieme allo sponsor tecnico Givova. L’inizio di un idillio però non proprio tra gli applausi. Il club granata ha scelto un video emozionale, si è affidato al mare che quella maglia “l’ha custodita” e facendo un appello alla squadra di onorarla sul campo, sottolineando le parole “appartenenza e identità”. Un messaggio chiaro, forte, cancellato in parte dallo shooting fotografico girato nel cuore della città che ha fatto subito scattare la corsa…al commento. Sui social infatti, termometro del tifo in attesa sia di avere una risposta in termini di abbonamenti sottoscritti sia di fare i conti con i primi dati di vendita del kit di gioco, i tifosi hanno manifestato il loro malcontento per una divisa casalinga che, foto alla mano, appare lontana dal classico granata.
La motivazione
Leggendo le poche righe scelte dal club per motivare il concept delle nuove maglie da gioco tutto sembra più chiaro: “La texture tono su tono attraversa l’intera superficie creando raffinati giochi di luce ed ombra che richiamano il movimento delle onde”, si legge nel comunicato stampa che la Salernitana ha reso noto nel cuore della mattinata. Spiegazione però che non ha fatto breccia nell’umore dei tifosi che hanno evidenziato la predominanza di una tonalità di rosso più vicina all’amaranto che al granata. Molti hanno chiesto di correggere il tiro, di sfruttare l’alba di una stagione ancora lontanissima dalle sfide ufficiali per poter rimediare. Giudizio arrivato commentando i primi scatti ufficiali, con una tonalità apparsa già più vicina al colore identitario in un secondo shooting reso noto nel pomeriggio. Conterá il giudizio visivo con la maglia tra le mani. Che sia tutto un gioco di luci, di riflessi e di ombre? Chissà. Ciò che appare impossibile invece sarà ridurre i prezzi scelti per il lancio, con 150 euro complessivi per portare a casa l'intero kit. È il calcio moderno, bellezza. Eppure, il tormentone “erano più belle quelle dello scorso anno”, non finisce mai nel dimenticatoio.