Mercogliano

di Paola Iandolo 

Sono accusati di omicidio colposo: due tecnici del comune di Mercogliano rischiano di finire a processo per il decesso di A.S. – cinquantacinquenne, originario di Ospedaletto d’Alpinolo, i cui familiari sono rappresentati dall'avvocato Innocenzo Massaro - morto dopo una settimana di agonia al Moscati di Avellino, per le conseguenze riportate dopo una caduta in un dirupo in via Ammiraglio Bianco a Mercogliano.

L'incidente

Nell’aprile del 2021 A.S. – positivo all’alcol test – dopo aver oltrepassato il parapetto sistemato lungo la pubblica strada, finì nel dirupo sottostante. Fece un volo di sei metri. Nella spaventosa caduta riportò ferite gravi che non gli diedero scampo: il politrauma riportato ne determinò il decesso anche alla luce delle sue condizioni psicofisico alterate al momento del fatto. Morte sopraggiunta a distanza di una settimana dalla caduta. Il pubblico ministero Fabio Massimo Del Mauro ha chiuso le indagini e chiesto il processo per Lorenzo D’Argenio (in quiescenza dal 31 magio del 2020 con incarico direttivo dal 1 giugno dello stesso anno per la durata di dodici mesi e a titolo gratuito fino a giugno del 2021) difeso dall’avvocato Giuseppe Nardiello e per Vincenzo Morisco difeso dall’avvocato Stefania Macchia. Il 16 settembre è fissata l'udienza preliminare.

Le accuse ipotizzate

La pubblica accusa sostiene che i due tecnici comunali – in qualità di responsabili del Settore Lavori Pubblici e Urbanistica del comune di Mercogliano – con le loro condotte abbiano violato delle norme tese alla sicurezza delle persone. In particolare nel tratto di via Ammiraglio Bianco con l’intersezione con la strada statale 374 in direzione Mercogliano, i due avrebbero violato le norme del codice della strada per «non assicurare la presenza di una sufficienza altezza del nastro della barriera dal piano stradale, inferiore al valore di 70 centimetri, stabiliti dalla Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici».