Salerno

Il Salone dei Marmi del Palazzo di Città di Salerno si trasforma nel palcoscenico di una dura polemica politica regionale. Al centro della scontro vi è la presentazione del libro "E me ne vanto. Storia di Favella", scritto da Tony Fabrizio ed edito da Altaforte Edizioni, casa editrice vicina al movimento CasaPound Italia. L'evento, in programma nel pomeriggio di martedì 7 luglio nella sede municipale che storicamente ospitò il primo Governo dell’Italia liberata, ha sollevato l'immediata e ferma reazione del consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Rosario Andreozzi, che ha aperto un fronte di dura contestazione contro l'amministrazione locale e i vertici del Partito Democratico.

L'atto d'accusa di Andreozzi alla giunta salernitana

Il consigliere di AVS ha definito la concessione dello spazio comunale come un fatto di gravità inaudita. Attraverso una nota ufficiale, l'esponente della sinistra ha chiamato direttamente in causa la leadership politica della città 

" È un fatto di una gravità inaudita che questa iniziativa trovi ospitalità proprio nel Salone dei Marmi, all'interno della sede municipale che ha ospitato storicamente il primo Governo dell’Italia liberata - dichiara il consigliere regionale di Avs Rosario Andreozzi. Ma De Luca lo sa che l'autore del libro sostiene che i saluti romani siano solo un rito impersonale ?
La storia ce lo ha insegnato e ancora oggi continua ad essere chiaro, i fascisti negano, mentono, ribaltano gli accadimenti pur di farsi strada e ospitarli in un palazzo comunale è una scelta politica di cui De Luca deve dare conto.
Quando un'amministrazione considera la presenza organizzata di un movimento che si richiama apertamente al fascismo come una delle tante espressioni del conflitto democratico, non sta semplicemente gestendo una questione di ordine pubblico. Sta attivamente ridefinendo i confini di ciò che è considerato legittimo nello spazio pubblico della città, dicendo implicitamente alla cittadinanza quali linguaggi d'odio possono tornare a circolare.
?Ribadiamo a gran voce che il fascismo non è una delle tante opinioni del confronto democratico: è la negazione stessa della democrazia. La presenza di CasaPound rappresenta un progetto politico intrinsecamente incompatibile con una società aperta, plurale e antifascista e con un'amministrazione che nelle grandi occasioni sbandiera i valori della Resistenza e della Costituzione. Salerno ha forse cambiato idea? Se così vorremmo esserne informati, anche perchè  mentre a Salerno si spalancano le porte ai neofascisti, dai vertici del Partito Democratico campano tutto tace. Piero De Luca è d'accordo? Possibile che il Segretario Regionale del PD stia in silenzio dinanzi ad un episodio del genere? È un silenzio che fa rumore - conclude Andreozzi.