Nei primi cinque mesi del 2026 il numero delle morti sul lavoro è ancora inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma la riduzione si assottiglia ulteriormente rispetto ai dati rilevati nei mesi precedenti.
Le 370 vittime registrate a fine maggio, insieme alle 6 regioni in zona rossa e all’aumento delle denunce di infortunio, confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione su formazione e controlli. Particolarmente critico resta il quadro degli over 65 e dei lavoratori stranieri, che continuano a registrare indici di mortalità molto più elevati rispetto alla media nazionale”.
Questa l’analisi e le priorità indicate da Mauro Rossato, presidente dell'osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente Vega, per ridurre gli infortuni che avvengono quotidianamente sul lavoro.
IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE, DA NORD A SUD
A finire in zona rossa a maggio 2026, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 11,2 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Puglia, Sicilia, Liguria, Calabria, Trentino-Alto Adige e Veneto. In zona arancione: Campania, Umbria, Toscana e Sardegna. In zona gialla: Piemonte, Emilia-Romagna, Molise e Lombardia. In zona bianca: Marche, Lazio, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Basilicata e Valle d’Aosta.
MORTI E INFORTUNI IN ITALIA A MAGGIO 2026
A maggio 2026 sono 370 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 269 in occasione di lavoro (8 in meno rispetto a maggio 2025) e 101 in itinere (8 in meno rispetto allo scorso anno). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (40). Seguono: Veneto (31), Sicilia (26), Campania (24), Puglia (23), Toscana ed Emilia-Romagna (20), Piemonte (19), Lazio (15) Liguria (11), Calabria (9), Trentino-Alto Adige (8), Sardegna (7), Marche e Umbria (5), Abruzzo (3), Friuli-Venezia Giulia (2) e Molise (1).
IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI
L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).
Nei primi cinque mesi del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (35,8). Seguono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni (18,4) e quelli tra i 15 e i 24 anni (10,5).
In termini assoluti, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (103 vittime su un totale di 269).
DONNE E INFORTUNI MORTALI
In totale sono 39 le donne decedute nel 2026 (2 in più del 2025). Di queste, 25 hanno perso la vita in occasione di lavoro (7 in più del 2025) e 14 in itinere (5 in meno del 2025), cioè nel percorso casa-lavoro.
LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE TRIPLO
Sono 106 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 370, di cui 73 deceduti in occasione di lavoro e 33 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 28,2 morti ogni milione di occupati, contro un indice di 9,1 degli italiani.
I SETTORI PIÙ COLPITI A MAGGIO 2026
Alla fine di maggio 2026 i settori più colpiti sono costruzioni, trasporti e magazzinaggio e attività manifatturiere.
I GIORNI PIÙ PERICOLOSI A MAGGIO 2026
Il giovedì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a fine maggio 2026 (22,7%). Seguito dal lunedì e dal venerdì (19,3%).
DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE MAGGIO 2026: +5,5%
Le denunce di infortunio totali, registrate a fine maggio 2026, sono 261.389, in aumento del 5,5% rispetto a maggio 2025.
Il numero più elevato di denunce totali si registra nelle Attività Manifatturiere (27.560). Seguono: Sanità (15.127), Costruzioni (14.631), Trasporto e Magazzinaggio (13.196) e Commercio (13.165).
A maggio 2026, le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 97.710 (77.353 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 163.679 (143.042 in occasione di lavoro).
Infine, le denunce totali dei lavoratori stranieri sono 53.237 su 261.389 (circa 1 su 5), 44.737 in occasione di lavoro su un totale di 220.395 (ancora circa 1 su 5).