Salerno

Fiaccole, il tricolore e un silenzio rotto solo dal grido "Camerata Falvella presente", scandito a gran voce dai presenti. Sul Corso Vittorio Emanuele di Salerno, in serata, la manifestazione in ricordo del militante di destra ucciso durante gli anni più bui della lotta politica.

E per qualche ora, nel 2026, la città torna alla stagione degli anni di piombo, sotto lo sguardo stranito di non pochi turisti.

Giornata ad altissima tensione quella vissuta nella città d'Arechi, dove a fronteggiarsi - a distanza, grazie ad un massiccio spiegamento di forze dell'ordine - si sono visti da un lato i militari della destra più estrema e dall'altro il presidio "antifa".

"La maschera delle istituzioni salernitane è caduta. Il silenzio ostinato del sindaco De Luca e dell’amministrazione comunale di fronte alla concessione del Salone dei Marmi a sigle neofasciste non è più un’omissione: è una complicità politica deliberata - l'atto d'accusa del Comitato 25 Aprile di Salerno -. Chi nella maggioranza ha provato a difendere l'indifendibile parlando di "commemorazione civile" viene smentito dai fatti.  Abbiamo letto le pagine del libro “E me ne vanto. La storia di Carlo Falvella” (edito da Altaforte, sigla legata a CasaPound) presentato nel Palazzo di Città. Il contenuto è un insulto violento alla democrazia. Il testo rivendica apertamente il “concetto fascista di morte”, il “crepuscolo eroico delle camicie nere”, inneggia al rito del Presente ed esalta la “marzialità di quel saluto romano che è verticalità pura”. Non solo apologia, ma anche fango contro la Salerno democratica. Nel libro, ANPI, CGIL, Arcigay e i movimenti studenteschi vengono definiti “il latrato piagnucoloso dei collettivi... gentaglia dai valori pari a zero”, mentre gli studenti salernitani dell'Uds sono liquidati come “annoiati figli di papà che giocano a fare gli antifa”. Questo è il materiale a cui il Comune regala la massima vetrina cittadina. Concedere il Salone dei Marmi a chi usa la tragica morte di un ragazzo per insultare la memoria partigiana e i nostri giovani è un’operazione squallida. Se domani quel fango entrerà nel Palazzo di Città, la firma sotto questo sfregio costituzionale sarà solo ed esclusivamente quella del Sindaco", l'affondo degli attivisti.

Non solo. Nel mirino del Comitato anche "l'allarmante comportamento degli organi di pubblica sicurezza. Denunciamo con forza l'operato di Questura e Prefettura, che con un intollerabile doppio pesismo hanno negato al Comitato 25 Aprile la concessione di Piazza 25 Aprile, permettendo contestualmente la sfilata e la fiaccolata ai neofascisti. È inaccettabile che si neghi l'agibilità democratica a chi difende la Costituzione, mentre si spiana la strada a chi ne fa scempio. Nessuno potrà dire di non sapere. Le istituzioni sono crollate, ma la Salerno antifascista non si piega".