Una nuova notte di attacchi russi sull’Ucraina accompagna l’apertura politica più attesa del vertice Nato di Ankara: il bilaterale tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump. Il dispaccio AGI riferisce di almeno sette morti in diverse regioni ucraine. Le prime ricostruzioni internazionali confermano vittime a Kiev e Kharkiv, mentre le autorità locali segnalano feriti e danni in più aree del Paese.
La notte dei missili
Secondo l’aeronautica ucraina, la Russia ha lanciato 169 droni a lungo raggio e sette missili, tra cui cinque balistici. Le difese ucraine hanno abbattuto o neutralizzato 139 droni, ma non sono riuscite a intercettare nessuno dei cinque missili balistici. È il dato che pesa di più sul vertice: Kiev riesce ancora a contenere parte degli sciami di droni, ma resta esposta contro le armi più difficili da fermare.
Mosca rivendica, Kiev conta i danni
Il ministero della Difesa russo sostiene di aver colpito impianti dell’industria militare ucraina a Kiev, tra cui una struttura legata ai componenti dei missili Flamingo e un centro di assemblaggio di droni. La versione di Mosca arriva mentre nella capitale ucraina vengono segnalati incendi in magazzini, edifici amministrativi danneggiati, depositi colpiti e mezzi urbani distrutti.
La priorità degli intercettori
Per Zelensky, il punto del confronto con Trump è ormai evidente: ottenere più missili per i sistemi Patriot, indicati da Kiev come lo strumento essenziale per fronteggiare i missili balistici russi. Alla vigilia del bilaterale, il presidente ucraino ha discusso con il segretario generale Mark Rutte della necessità di consegne urgenti e della costruzione di una coalizione anti-balistica.
Il vertice sotto pressione
Il summit di Ankara nasce per trasformare gli impegni presi dagli alleati in risultati concreti: più investimenti, più produzione industriale militare e sostegno continuativo all’Ucraina. Ma la sequenza degli attacchi russi ha spostato l’attenzione sulla difesa aerea di Kiev, proprio mentre gli alleati discutono il quadro degli aiuti e la capacità dell’Alleanza di sostenere l’Ucraina nel lungo periodo.
Il ruolo dell’Italia
Nel quadro diplomatico del vertice, Giorgia Meloni ha incontrato Zelensky, ribadendo il sostegno italiano a una pace giusta e duratura e alla resilienza delle infrastrutture ucraine. Per Kiev, il sostegno politico resta importante, ma il bisogno immediato è militare: sistemi, intercettori e capacità di protezione prima dell’inverno.
La posta in gioco
L’ultima offensiva russa conferma che la guerra si decide anche nel cielo. Ogni missile balistico non intercettato aumenta la pressione su città, infrastrutture e popolazione civile. Per questo il faccia a faccia tra Trump e Zelensky non sarà soltanto un passaggio diplomatico, ma un test concreto sulla disponibilità degli Stati Uniti a rafforzare la difesa ucraina nel momento più vulnerabile.