Trentuno persone accompagnate in ospedale, tra cui ventotto bambini, dopo una serie di malori accusati durante il secondo giorno del campo estivo della Protezione civile a Corneto di Toano, nell’Appennino reggiano. I sintomi, soprattutto forti dolori addominali e disturbi gastrointestinali, hanno fatto scattare l’intervento dei soccorsi nel pomeriggio di martedì 7 luglio. Le condizioni del gruppo non sono risultate gravi e in serata tutti sono stati dimessi con codice verde.
L’allarme dopo l’escursione
Il campo residenziale, promosso dal Coordinamento provinciale della Protezione civile di Reggio Emilia, era iniziato lunedì 6 luglio e coinvolgeva oltre centoventi giovani partecipanti. Martedì il gruppo aveva raggiunto a piedi il Castello di Carpineti, rocca medievale legata alla storia di Matilde di Canossa, per una delle attività previste dal programma. Al rientro a Corneto, nel pomeriggio, diversi ragazzi e alcuni educatori hanno iniziato ad accusare gli stessi sintomi.
Poco prima delle 18 è partita la chiamata al 118. Sul posto sono arrivati i volontari della Croce Rossa Italiana di Carpineti e Toano, le ambulanze e i carabinieri. Nel campo sportivo è stato allestito un primo presidio sanitario, mentre veniva organizzato il trasferimento collettivo al pronto soccorso dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Per accompagnare i ragazzi e gli adulti è stato utilizzato un pullman messo a disposizione dalla rete regionale Anpas, seguito da un’ambulanza pronta a intervenire in caso di necessità.
L’ipotesi della fontanella
Le verifiche si concentrano ora sull’acqua bevuta durante il percorso. Secondo le prime ricostruzioni, non tutti gli intossicati avrebbero consumato gli stessi alimenti del pranzo al sacco, mentre molti si sarebbero fermati a una fontanella pubblica per riempire le borracce. È questa la pista principale, anche se al momento non ci sono certezze e saranno gli accertamenti chimici e sanitari a chiarire l’origine dei malori.
In via precauzionale il Comune di Carpineti, guidato dal sindaco Giuseppe Ruggi, ha disposto la chiusura dei rubinetti pubblici interessati, in attesa dell’esito delle analisi sull’acqua. Anche il sindaco di Toano, Leonardo Perugi, ha seguito l’evoluzione dell’emergenza e ha incontrato i partecipanti dopo il rientro dal pronto soccorso.
Dimissioni e attività confermate
All’ospedale di Reggio Emilia i bambini e gli educatori sono stati visitati e monitorati. Non sono emerse situazioni di particolare gravità e il gruppo è stato dimesso nella stessa serata. Le attività del campo sono riprese, con la presenza dei volontari e il controllo delle autorità locali, mentre resta aperta la fase degli accertamenti.
L’episodio ha acceso l’attenzione sulla sicurezza sanitaria nei campi estivi e, più in generale, sull’uso delle fonti pubbliche durante escursioni con minori. In una giornata nata per insegnare prevenzione, soccorso e vita comunitaria, la priorità è diventata evitare nuovi casi e individuare rapidamente la causa dell’intossicazione.