Benevento

La novità è contenuta nella richiesta di giudizio immediato. Ed è una novità non da poco, perchè il sostituto procuratore Giulio Barbato ha contestato l'omicidio volontario aggravato ad Armando Mercurio (avvocato Vincenzo Sguera), 38 anni, di Benevento, inizialmente indagato per l'omicidio preterintenzionale di Mario Capobianco, il 68enne di Benevento  deceduto il 14 febbraio al San Pio,  dove era ricoverato in gravissime condizioni dalla serata del 24 gennaio, dopo  l'aggressione subita con calci e pugni, anche mentre era sull'asfalto, al rione Libertà.

La svolta è arrivata alla luce dei risultati della consulenza medico- legale e, soprattutto, di alcune testimonianze: elementi che hanno consentito di prospettare una imputazione che impedisce il ricorso a qualsiasi rito alternativo.

Mercurio era stato arrestato dai carabinieri per lesioni gravissime: un'ipotesi di reato poi variata dopo il decesso del 68enne, cui era seguito, a distanza di tre giorni, l'aggravamento della misura, con Mercurio che dai domiciliari era finito in carcere su ordine del gip Maria Amoruso, che aveva ritenuto aggravate le esigenze cautelari. Di diverso avviso il Riesame, al quale aveva fatto ricorso la difesa, che lo aveva rispedito agli arresti in casa, ai quali si trova.

Tutto era accaduto nel pomeriggio del 24 gennaio in via Pellico: secondo una prima ricostruzione, tra i due sarebbe nata una discussione perchè il 68enne è il padre del nuovo compagno della ex di Mercurio.

Dalle parole ai fatti, con il 38enne che si era scagliato contro il 68enne. Prima con dichiarazioni spontanee, poi rispondendo ella domande, Mercurio aveva precisato che non nutriva alcun rancore nei confronti di Capobianco, con il quale si sarebbe lamentato perchè da mesi non vede i figli, e da tempo è in attesa della regolamentazione della loro gestione con la ex, dalla quale è separato da un anno e mezzo all'incirca. Per i familiari del 68enne l'avvocato Vittorio Fucci.