Benevento

“Lasciala stare se no ti uccido”, gli avrebbe gridato, estraendo una pistola da una tasca del giubbotto che indossava, perchè non sopportava l'idea che lui cercasse di riconciliarsi con l'ex fidanzata, diventata nel frattempo la sua compagna. Una minaccia grave, della quale è chiamato a rispondere un 53enne di Benevento, difeso dall'avvocato Antonio Leone, di cui il pm Chiara Maria Marcaccio ha chiesto il rinvio a giudizio. Facendo altrettanto anche con un 40enne, un 30enne ed un 22enne, sempre della città, assistiti dagli avvocati Luca Guerra e Salvatore Faiello.

Sono stati chiamati in causa a vario titolo da una indagine della Squadra mobile su una vicenda di cui avrebbe fatto le spese un 46enne, racchiusa anche nella accuse di tentata estorsione, lesioni aggravate e porto di oggetti atti ad offendere. Secondo gli inquirenti, il 46enne sarebbe stato il bersaglio di una serie di intimidazioni sia a mezzo telefono, sia mentre era in strada.

In una occasione il malcapitato sarebbe stato inseguito in auto fin dentro il deposito dei bus urbani e percosso dal 40enne e e dal 30enne, dopo essere caduto mentre provava a fuggire, con un bastone di ferro. Sanguinante, aveva raggiunto l'abitazione della madre, che era corsa in suo aiuto. Subendo, sostiene la Procura, le minacce del 53enne. “Questo è niente rispetto a quello che ci faccio a tuo figlio se non mi dai i 500 euro della macchina che ha incendiato alla mia compagna”, avrebbe urlato alla donna, ammettendo poi di averle lasciato nella cassetta della posta 9 proiettili calibro 7.65. “Devo sparare prima a te e poi a tuo figlio”, avrebbe aggiunto.

Al 22enne, infine, viene attributo un altro episodio che si era verificato, ancora al rione Libertà, all'altezza di un bar, dove, usando una mazza di ferro, avrebbe colpito il 46enne, minacciandolo, ad un braccio e ad un fianco.