La tensione attorno all'ospedale Cardarelli di Napoli ha superato il livello di guardia. All'indomani del sit-in pacifico organizzato dai familiari di Francesca Antonia Tucci la studentessa di 24 anni morta dopo un intervento in intramoenia la cronaca giudiziaria si incrocia bruscamente con quella di un nuovo fatto di cronaca nera: un'aggressione ai danni del personale sanitario all'interno del nosocomio partenopeo. Il clima attorno al più grande ospedale del Mezzogiorno è ormai rovente. Sulla vicenda, che vede già tre medici indagati per omicidio colposo dalla Procura di Napoli, si innesta ora la dura presa di posizione della politica sindacale medica. Anaao Assomed Campania ha lanciato un forte appello istituzionale per fermare quella che definisce una "deriva pericolosa guidata dai leoni da tastiera".
L'appello di Anaao Assomed: "Alimentare il sospetto non è giustizia"
A intervenire nella delicata gestione della crisi è il segretario regionale di Anaao Assomed, Vincenzo Bencivenga. Pur unendosi al dolore della famiglia Tucci per la tragica perdita della ragazza, il sindacalista condanna fermamente l'aggressione avvenuta in corsia, collegandola direttamente alla narrazione emersa sul web:
"Processare i medici in diretta social non significa chiedere giustizia, significa alimentare odio e sospetto. C’è bisogno di unire, non di dividere, altrimenti vedremo solo aumentare la violenza che già oggi è un enorme problema in tutti gli ospedali. Quanto è avvenuto al Cardarelli ne è la dimostrazione."
Secondo il sindacato, la spettacolarizzazione mediatica di vicende cliniche non ancora accertate sta minando il rapporto di fiducia tra medico e paziente, con il rischio reale di "svuotare i reparti critici di grandi professionalità".
Mentre la magistratura attende gli esiti dell'autopsia per fare luce sul decesso di Francesca, la difesa dei medici sposta l'accento sulle garanzie costituzionali. Eugenio Gragnano, segretario aziendale Anaao Assomed del Cardarelli, chiama in causa direttamente la politica regionale e nazionale: la presunzione di innocenza "Deve valere anche per i medici", spiega Gragnano, chiedendo tutele legali contro la gogna mediatica. Il sindacato precisa che difendere la categoria non significa cercare l'impunità, ma pretendere che le responsabilità vengano accertate esclusivamente nelle sedi giudiziarie preposte.
L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Mario Canale e dall'aggiunto Antonio Ricci, dovrà stabilire se le complicazioni post-operatorie della ventiquattrrenne fossero prevedibili o evitabili.
Il rischio della sanità difensiva e la fuga dai reparti d'emergenza
L'inchiesta sul Cardarelli riapre un dibattito politico e sociale molto più ampio legato alla sicurezza negli ospedali e alla fuga del personale medico dai presidi di frontiera. I vertici di Anaao Assomed ricordano che la medicina non è una scienza esatta e che la trasformazione di ogni "evento avverso" in un presunto errore medico rischia di paralizzare il sistema sanitario pubblico.