Ucciso con un colpo di fucile al petto nelle campagne di Santadi. Il delitto è avvenuto all’alba di venerdì 10 luglio in località Barrancu Mannu, alla periferia del piccolo centro del Sulcis, a circa sessanta chilometri da Cagliari.

Quando sono arrivati i soccorritori, per il trentacinquenne non c’era più nulla da fare. La zona è stata isolata per consentire ai carabinieri di effettuare i primi accertamenti e ricostruire le ore precedenti alla sparatoria.

Sul posto sono intervenuti i militari del Comando provinciale dei carabinieri di Cagliari e della Compagnia di Carbonia. Una persona sospettata di avere esploso il colpo sarebbe stata già accompagnata in caserma, dove viene sentita dagli investigatori. Al momento non risultano comunicati provvedimenti giudiziari nei suoi confronti.

L’ipotesi della lite degenerata

La pista seguita nelle prime ore è quella di una discussione scoppiata tra la vittima e il presunto aggressore. Il confronto, per cause ancora da chiarire, sarebbe rapidamente degenerato fino all’esplosione del colpo di fucile.

Gli investigatori stanno cercando di stabilire dove sia cominciato il litigio, se altre persone abbiano assistito alla scena e quale fosse il rapporto tra i due uomini. Non è ancora chiaro neppure se chi ha sparato sia rimasto nella zona dopo il delitto oppure si sia allontanato per poi essere rintracciato dai militari.

Le testimonianze raccolte in paese e nelle abitazioni rurali vicine potrebbero consentire di definire la sequenza degli avvenimenti. Saranno inoltre esaminati i telefoni e gli eventuali contatti intercorsi tra le persone coinvolte prima dell’incontro.

I rilievi del Ris nelle campagne

A Barrancu Mannu sono arrivati anche gli specialisti del Ris di Cagliari, incaricati dei rilievi scientifici. Gli accertamenti riguardano il punto nel quale è stato trovato il corpo, l’arma eventualmente recuperata e ogni traccia utile a determinare la distanza e la posizione dalla quale è stato esploso il colpo.

Le analisi balistiche dovranno chiarire la dinamica dell’omicidio e verificare la compatibilità tra le tracce rinvenute e le dichiarazioni delle persone ascoltate. Gli inquirenti stanno inoltre cercando eventuali bossoli e impronte, mentre l’area resta sottoposta a controlli.

La salma sarà messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’autopsia dovrà precisare la traiettoria del proiettile e stabilire con maggiore esattezza l’orario della morte.

Il paese attende risposte

La notizia ha scosso Santadi, paese di poco più di duemila abitanti nel quale la presenza dei mezzi delle forze dell’ordine non è passata inosservata. L’inchiesta è ancora nella fase iniziale e ogni elemento dovrà essere verificato prima dell’eventuale contestazione formale del reato.

L’attenzione è concentrata sulla persona portata in caserma e sul possibile movente della sparatoria. Gli investigatori lavorano per capire se il delitto sia stato il risultato improvviso di una lite oppure l’esito di contrasti già esistenti.