Avellino

di Paola Iandolo 

Arriverà molto probabilmente il 18 settembre 2026 la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio firmata dalla Procura di Avellino nei confronti di Vincenzo Izzo, difeso dall’avvocato Alberico Villani, Pasquale De Luca, difeso dall’avvocato Anna Caserta, Aldo Serio e Giovanni Notarangelo, difesi dagli avvocati Claudio Fiori e Flavia Ghelli del foro di Roma. Imputati tutti già condannati nel processo principale per l'Isochimica e ora nuovamente finiti davanti al gup del tribunale di Avellino con le nuove accuse di concorso in omicidio colposo per la morte dell’operaio Giovanni Venezia. L'uomo è deceduto il 3 maggio 2019 per un mesotelioma pleurico compatibile, secondo gli accertamenti della Procura di Avellino: con esposizioni a polvere di asbesto, malattia causata dall’esposizione, durante il periodo di attività lavorativa espletata dal 1985 al 1988, quale operaio scoibentatore presso l’Isochimica di Avellino”.

Il responsabile civile 

Davanti al Gup del Tribunale di Avellino Giulio Argenio, stamattina si è costituto il responsabile civile Ferrovie dello Stato, ma ha chiesto di essere escluso per non aver preso parte alle operazioni irripetibili, quale l'autopsia sull'operaio deceduto. Il gup si è riservato e ha rinviato a settembre la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Chiara Guerriero. Costituiti parte civile i familiari dell’operaio deceduto, rappresentati e difesi dagli avvocati Palmira Nigro, Dario Cierzo e Felicia Bruno. La parte civile aveva chiesto la citazione come responsabile civile di Rete Ferroviaria Italiana (Ferrovie dello Stato) e ora si attende la decisione del gup. 

Le nuove contestazioni

 I quattro imputati, in concorso con Elio Graziano (deceduto nel 2017 responsabile della gestione della società Isochimica Spa che si occupava di lavorazione e rimozione dell’amianto nello stabilimento di Pianodardine) sono accusati di aver concorso nell’omicidio colposo dell’ex operaio. Vincenzo Izzo nella qualità di dirigente con funzioni di capo impianto e di responsabile tecnico del trattamento delle fibre di amianto residuate alla scoibentazione e responsabile aziendale della sicurezza, Pasquale De Luca in veste di vice e collaboratore. Per Aldo Serio, funzionario delle Ferrovie dello Stato in servizio presso l’ufficio servizio sanitario IV e Giovanni Notarangelo, funzionario delle Ferrovie dello Stato in servizio presso l’ufficio sanitario le accuse sono legate ad un verbale di sopralluogo del 2 agosto 1983 presso l’Isochimica. I due erano stati chiamati a verificare le caratteristiche tecniche dello stabilimento e le dotazioni igienico sanitarie dello stesso per l’esecuzione di operazioni di smontaggio, scoibientazione dell’amianto, ricoibientazione con prodotti alternativi e di montaggio dei rotabili. Documento in cui avrebbero attestato falsamente che esistevano “le condizioni per l’effettuazione delle lavorazioni sopra considerate sia dal lato tecnologico che igienico sanitario”.