Era accusato di tentata induzione a dare o promettere utilità, prospettata in relazione all'invito che avrebbe rivolto alla segretaria comunale rispetto al destino di una gara. Ma il Tribunale ha ripristinato l'iniziale imputazione di tentata concussione ed ha condannato a 4 anni l'ex sindaco di Sant'Agata dei Goti, Carmine Valentino, attualmente consigliere comunale e provinciale.
Erano le 14.35 quando il presidente del collegio giudicante, Pezza (a latere Murgo e Buono) ha letto il dispositivo della sentenza dopo una camera di consiglio preceduta dagli interventi del pm Patrizia Filomena Rosa, che aveva chiesto la condanna a 4 anni, dei legali delle parti civili: gli avvocati Sergio Rando, per la segretaria comunale, e Marsicano, per la Provincia, che si erano espressi per la dichiarazione di responsabilità dell'imputato, di cui l'avvocato Marcello D'Auria aveva invece sollecitato l'assoluzione.
Per Valentino anche la dichiarazione di intervenuta prescrizione degli addebuti di turbativa di gara e rivelazione di notizie coperte da segreto, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici ed il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, alla segretaria comunale.
L'accusa
E' l'epilogo di primo grado dell'inchiesta del pm Francesco Sansobrino e della Squadra mobile che era sfociata negli arresti domiciliari disposti il 25 settembre del 2021 a carico di Valentino, con una ordinanza che era però stata annullata dal Riesame, che aveva rimesso in libertà l'ex segretario provinciale del Pd.
Secondo gli inquirenti, nel novembre del 2017 l'allora primo cittadino avrebbe fatto pressioni sulla segretaria comunale, membro della commissione giudicatrice della procedura per l'affidamento in concessione delle attività di supporto alla gestione e alla riscossione ordinaria delle entrate tributarie, nonché l’accertamento e la riscossione coattiva di Tarsu, Tares, Tari, Ici, Imu e Tasi comunali ed altre entrate patrimoniali del Comune. Obiettivo; fare in modo che la gara venisse aggiudicata alla Sogert - con sede a Grumo Nevano – alla quale sarebbe stato legato “in virtù di cointeressenze economiche e professionali che l'impresa aveva in quel momento con la 'Geset riscossioni', quest'ultima gestita e di proprietà” del cognato.
La difesa
Gli addebiti erano stati respinti da Valentino durante l'interrogatorio di garanzia e nel corso dell'esame al quale si era sottoposto durante l'udienza preliminare - è allora che l'imputazione di tentata concussione era stata riformulata in quella di tentata induzione-, quando aveva ricordato che i rapporti professionali con la segretaria erano iniziati nel 2009 ed andavano al di là del lavoro, con una frequentazione familiare, e non di aver avuto alcun motivo per concuterla e minacciarla, anche per l'assenza di ogni vincolo di subordinazione, dal momento che i segretari comunali dipendono dal Ministero dell'Interno.
Valentino aveva aggiunto che la segretaria era rientrata dalla maternità il 13 novembre del 2017, e che gli avrebbe chiesto garanzie sulla continuazione dell'incarico con una nuova giunta. Aveva precisato di non avergliele potuto offrire, ma quando era stato dichiarato il dissesto l'aveva nominata responsabile dell'area finanziaria Infine, aveva sottolineato che quando la società aveva fatto ricorso al Tar per vedersi aggiudicata la gara, il Comune si era costituito in giudizio ed aveva avuto ragione