Napoli

Mattinata di paura a Napoli, in Piazza San Francesco, capolinea della linea 02NA di AIR Campania, dove un passeggero in forte stato di alterazione ha aggredito verbalmente l'autista in attesa dell'orario di partenza, minacciandolo di morte se il bus non fosse ripartito immediatamente, senza rispettare gli orari previsti dal programma di esercizio.

L'intervento delle forze dell'ordine

Nonostante la gravità della situazione, l'autista è riuscito a mantenere la calma e a lanciare l'allarme alle forze dell'ordine. Per sedare l'aggressione e mettere in sicurezza l'area si è reso necessario l'intervento di cinque auto dei Carabinieri del distretto di Corso Vittorio Emanuele. L'uomo è stato bloccato e fatto scendere dal mezzo, quindi affidato ai sanitari di un'ambulanza giunta sul posto.

Le condizioni dell'autista e la risposta dell'azienda

L'episodio ha avuto ripercussioni anche sulla salute del lavoratore: l'autista, visibilmente scosso e colpito da dolori al petto dovuti al forte stress, è stato a sua volta soccorso dal personale medico. Per evitare il blocco totale della linea e supportare il dipendente, l'ufficio movimento di AIR Campania dell'impianto di Teverola ha inviato sul posto il proprio personale, come da protocollo, garantendo così la continuità delle partenze successive del servizio.

La denuncia della USB

Sulla vicenda è intervenuto Alessandro Susio, Rappresentante della Sicurezza Aziendale della USB, che ha definito l'episodio l'ennesimo campanello d'allarme su un tema mai realmente risolto: le condizioni di rischio quotidiane affrontate dai lavoratori front line del trasporto pubblico locale nelle grandi metropoli italiane.

Secondo Susio, gli operatori d'esercizio sono esposti costantemente a rischi per la propria incolumità fisica e psicologica, costretti a fare da "ammortizzatore sociale" in contesti degradati, senza che a questi sacrifici corrispondano una giusta ricompensa economica e un livello di tutela adeguato da parte delle istituzioni. Il sindacalista ha sottolineato che l'episodio si è verificato in un capolinea centrale della città, ma che in un luogo più isolato l'esito avrebbe potuto essere diverso, chiedendo un'intensificazione dei controlli e l'introduzione di cabine chiuse per i conducenti dei mezzi, anche in conformità alle normative vigenti.