Benevento

«Dobbiamo considerare la Dmo come la vera 'Frecciarossa' del Sannio e non possiamo perderla». Oreste Vigorito al primo appuntamento di 'Insieme 100' il ciclo di incontri con cui Confindustria incontra il territorio mette in evidenza una visione da condividere per trasformarla in realtà.
«La DMO è la vera opportunità per questo territorio» ha spiegato Vigorito, già presidente di Confindustria Benevento e presidente del Comitato promotore della DMO Situs, il progetto che punta a costruire un nuovo modello di sviluppo turistico per il Sannio attraverso la collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità locali.
Per Vigorito il futuro del turismo sannita passa dalla capacità di fare sistema, mettendo definitivamente da parte le logiche di appartenenza locale che per decenni hanno frenato lo sviluppo del territorio.

«Abbiamo un grande nemico – afferma – ed è il campanile. Se la DMO non riuscirà a superare il campanilismo sarà destinata al fallimento. Ed è un fallimento al quale non voglio partecipare».
Parole che sintetizzano la filosofia di un progetto nato per superare la frammentazione amministrativa e costruire una destinazione turistica unica, nella quale ogni Comune contribuisca con le proprie eccellenze senza inseguire iniziative isolate.
«Non sono io la DMO – precisa Vigorito –. Sono una persona che ha studiato questo modello e che prova a metterlo in pratica. L'idea è semplice: come in un puzzle ogni Comune aggiunge il proprio pezzo, ma alla fine deve emergere un unico quadro».

Ad oggi hanno aderito oltre quaranta Comuni e più di 160 soggetti tra enti, associazioni e operatori. Nelle ultime settimane Vigorito sta incontrando amministratori locali e comunità montane per illustrare il progetto e favorire nuove adesioni.
Secondo il presidente del Comitato promotore, il Sannio deve valorizzare la propria identità senza rincorrere modelli che appartengono ad altri territori.
«Una DMO nata in una località balneare svilupperà naturalmente il mare. Noi dobbiamo valorizzare ciò che rende unico questo territorio, costruendo un'offerta coerente con la nostra storia e le nostre risorse».

La proposta ruota attorno a quattro grandi direttrici strategiche: il patrimonio archeologico e paesaggistico, l'enogastronomia, il turismo religioso e quello culturale. Quattro filoni destinati a diventare la base di altrettanti progetti integrati.
«Non servono tanti progetti diversi – osserva – ma quattro grandi progetti capaci di unire territori omogenei. Non basta finanziare una strada, un albergo o una struttura. Occorre creare un sistema in cui i Comuni si completino a vicenda».
L'esempio è concreto: un centro può offrire un sito archeologico, un altro l'accoglienza alberghiera, un altro ancora i servizi o la ristorazione. Il turista, così, vivrebbe l'intero territorio e non una singola località.

«Se una persona visita un Comune, dorme in un altro, mangia in un terzo e partecipa a un evento culturale in un quarto, il beneficio è di tutto il territorio. È questa la rete che dobbiamo costruire».
Vigorito non nasconde, però, le difficoltà del percorso. La principale riguarda proprio il cambio di mentalità necessario per passare dalla competizione tra Comuni alla collaborazione.
«Non ho un ruolo politico né poteri particolari. Posso solo continuare a incontrare i sindaci, confrontarmi con loro e tornare ogni volta che sarà necessario. È un lavoro di pazienza e di convinzione».

Nel suo intervento non manca una riflessione sul ruolo della Regione Campania. Secondo Vigorito, la recente scelta di finanziare progetti presentati dai singoli Comuni prima del riconoscimento ufficiale delle DMO ha inevitabilmente rallentato il processo di aggregazione.
«Molti amministratori mi hanno detto: il nostro progetto è già stato finanziato, perché dovremmo cambiarlo? È stato necessario ripartire quasi da zero. Per questo ho chiesto un incontro in Regione, anche per comprendere i tempi del riconoscimento delle DMO».
La DMO Situs, spiega, nasce con una dimensione provinciale e resta aperta anche ai Comuni che non hanno ancora aderito. L'esistenza di altri progetti sul territorio non viene vista come un problema, purché prevalga lo spirito di collaborazione.

«Non dobbiamo essere tutti uguali. Possiamo avere percorsi diversi, ma dobbiamo rispettarci e lavorare insieme. Non serve screditare chi porta avanti un'altra idea. Il confronto con persone capaci è sempre una ricchezza».
Il messaggio conclusivo è un invito a cambiare approccio, facendo della cooperazione il vero motore dello sviluppo turistico del Sannio.
«La vera vittoria non consiste nel dire che gli altri non sono bravi. La vera vittoria è riconoscere il valore degli altri, imparare dalle idee migliori e trasformarle in un patrimonio comune».