Per ricordarlo servono un bel po' di capelli bianchi. A qualcuno il nome di Fernando Scarpa dirà poco o niente, ma per qualche attempato tifoso della strega diventa un flash back ricco di emozioni. Nando Scarpa, lo diciamo subito, ha lasciato oggi questa vita terrena all'età di 79 anni (era nato a Lecce il 6 giugno del 1947). Lo ricordano soprattutto a Potenza, dove lascia in eredità una montagna di gol, ma non si può non riavvolgere la pellicola dei ricordi anche in casa giallorossa. Molti all'ombra della Dormiente lo ricordano più da avversario, temuto nelle file del Sorrento, che da atleta della strega, dove pure riuscì a deliziare qualche palato fine, lui che era un centravanti atipico, un “falso nueve” come si dice ora. Un po' attaccante, un po' centrocampista, con un piedino delicato e aduso al gol. A Benevento arrivò in una stagione “sbagliata” (76-77), quella che coincise con la morte del “presidentissimo” Italo Bocchino. La squadra giallorossa era reduce dalla delusione dell'anno prima, in cui aveva perso la B per un finale balordo a favore del Lecce. Bocchino, come sempre non s'era perso d'animo e pur pensando alla rifondazione, iniziò a portare al Meomartini giocatori di grande spessore, come il bresciano Tedoldi, il portiere Borghese, i difensori Facchi e Pazzagli, il centrocampista ex Samp, Sabatini. E appunto Fernando Scarpa, l'oggetto del desiderio di tanti, dopo la stagione da cannoniere consumata nella penisola sorrentina. Una stagione non particolarmente brillante quella nel Sannio, 27 partite, appena 3 gol. Non certo rispondenti alla sua fama. Così l'episodio che tanti ricordano risale all'anno prima, quando il Benevento, 25 aprile del 76, riceve al Meomartini il Sorrento, toh, del bomber Scarpa. La strega è reduce da otto vittorie consecutive ed è stabilmente in vetta alla classifica. Il derby si gioca davanti a 12mila spettatori che si sono assiepati nel piccolo stadio di via Napoli chissà come. Segna Penzo di testa al 35', ma il Sorrento ha l'occasione per pareggiare al 9' della ripresa. Rigore per i rossoneri costieri e sul dischetto ci va proprio lui, Fernando Scarpa, il cannoniere. Tiro sbilenco e palla fuori. Non è la sua giornata. Al 16' Gianclaudio Iannucci chiude i conti ancora con un tiro dal dischetto. Benevento sogna la B, poi finirà con lo scippo del Lecce. E Scarpa arriverà a Benevento qualche mese dopo, ma nell'anno sbagliato senza lasciare tracce indelebili di sé.
Nella mente di tanti rimane “l'acrobata del gol”, un giocatore come oggi se ne vedono pochi, bravo a far gol e un virtuoso della tecnica. Lo chiamavano così soprattutto a Potenza, ma anche nel Sannio chi si accontentò di quel poco che seppe regalare sul brullo terreno del Meomartini, non potrà trattenere la sua emozione. Le sue acrobazie ora le farà tra le nuvole. E sarà suggestivo come sempre.
Nella foto (tratta da uno dei volumi "Il Benevento e la sua storia" di Nicola Russo) una formazione del Benevento del 1976-77: Fernando Scarpa è il secondo accosciato da sinistra tra il capitano Sabatini e il compianto Vecchiè