Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato un nuovo rimpasto di governo e la sostituzione della premier Yulia Svyrydenko, alla guida dell’esecutivo da appena un anno. Il capo dello Stato ha spiegato di aver concordato con la presidente del Consiglio la necessità di rinnovare il gabinetto per attuare una «strategia politica aggiornata», senza però indicare il nome del futuro primo ministro.

La decisione dovrà ora passare attraverso la Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino. Secondo la legge nazionale, le dimissioni della premier devono essere approvate dai deputati e comportano la decadenza dell’intero Consiglio dei ministri. Zelensky ha detto di attendersi che le modifiche vengano concordate insieme alla maggioranza parlamentare.

Il nuovo incarico per Svyrydenko

Svyrydenko, economista ed ex ministra dell’Economia, era stata nominata premier nel luglio 2025 dopo aver ricoperto incarichi di primo piano nella gestione dei rapporti economici internazionali dell’Ucraina. Nel lasciare la guida del governo si è detta orgogliosa di aver servito il Paese durante «uno dei periodi più difficili» della sua storia contemporanea e disponibile ad assumere nuove responsabilità.

Zelensky le avrebbe proposto di dirigere un nuovo settore delle relazioni con un importante partner internazionale, la cui identità non è stata ufficializzata. Il presidente ha annunciato anche cambiamenti ai vertici delle strutture di sicurezza e delle forze dell’ordine, oltre a una diversa distribuzione delle responsabilità diplomatiche. Ogni dossier di politica estera, ha spiegato, dovrebbe essere affidato a una figura con esperienza sufficiente per trasformare gli accordi raggiunti dai leader in decisioni concrete.

Tra i possibili successori circolano i nomi del ministro dell’Energia Denys Shmyhal, del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov e dell’amministratore delegato di Naftogaz, Serhiy Koretskyi. Si tratta, tuttavia, di ipotesi riferite da esponenti parlamentari e non di candidature confermate dalla presidenza.

I raid contro la flotta russa

Il rimpasto è stato annunciato mentre Kiev intensifica le operazioni contro la logistica marittima ed energetica della Russia. Robert Brovdi, comandante delle Forze ucraine per i sistemi senza pilota, ha sostenuto che durante l’ultima operazione nel Mar d’Azov sarebbero state colpite quattordici unità russe, dieci petroliere e quattro traghetti. L’entità effettiva dei danni non è stata verificata in modo indipendente. 

Gli attacchi fanno parte della campagna ucraina contro la cosiddetta flotta ombra, utilizzata da Mosca per trasportare carburante e aggirare le restrizioni internazionali. Nei giorni precedenti l’Ucraina aveva già rivendicato il danneggiamento di decine di imbarcazioni, mentre il traffico lungo un canale che collega il fiume Don al Mar d’Azov era stato temporaneamente interrotto. 

Zelensky definisce queste operazioni «sanzioni a lungo raggio», concepite per ridurre le entrate energetiche russe e indebolire la capacità del Cremlino di sostenere la guerra. La strategia comprende anche attacchi contro raffinerie, depositi petroliferi e infrastrutture situate a centinaia di chilometri dal confine ucraino. 

Otto morti sotto le bombe russe

Sul fronte opposto, una nuova offensiva russa condotta con missili e droni ha provocato almeno otto morti e decine di feriti. Cinque persone sono state uccise a Sumy, dove bombe plananti hanno raggiunto una zona affollata e una fermata degli autobus. Altre due vittime sono state registrate a Odessa, mentre un uomo è morto in un distretto di confine della regione di Sumy. A Kiev sono rimaste ferite dodici persone. Altri civili sono stati colpiti a Zaporizhzhia e Kharkiv. Secondo l’aeronautica ucraina, la Russia ha impiegato sei missili balistici, sei missili da crociera e 121 droni. Le difese avrebbero neutralizzato 111 velivoli senza pilota e almeno due missili da crociera, senza riuscire a fermare gli ordigni balistici.

Zelensky ha chiesto agli alleati consegne più rapide di sistemi e munizioni per la difesa aerea. La scarsità di intercettori, in particolare quelli necessari contro i missili balistici, continua a lasciare esposte la capitale e le principali città ucraine. Il rimpasto annunciato dal presidente appare quindi legato anche alla necessità di accelerare la cooperazione militare, diplomatica e industriale con i partner occidentali.