Napoli

"Il maxi sequestro di droga (2,5 kg di hashish) ieri e l’ordine impartito per un duplice tentato omicidio di due ragazzi di Mugnano avvenuto lo scorso marzo a Marano ed accertato oggi dagli inquirenti, sono, purtroppo, solo la conferma di quanto denunciamo da tempo: il carcere di Poggioreale è una delle maggiori piazze di spaccio di droga persino rispetto a quelle esterne ai penitenziari ed è anche l’istituto dove i soliti clan gestiscono il traffico di droga e continuano a comandare sui territori".

Ad affermarlo è Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato polizia penitenziaria, che ha ricevuto dal consiglio nazionale del sindacato l’incarico di segretario regionale per la Campania, aggiungendo:

“lo stesso sequestro di 76 telefoni cellulari, tra micro telefoni e smartphone, testimonia che i clan da Poggioreale hanno contatti con l’esterno. Intorno al traffico e all’uso di droga è sempre la criminalità organizzata a fare affari, controllando, come dimostrano numerose inchieste, le più grandi piazze di spaccio dentro e con l’uso dei telefonini fuori.

Insieme alla droga il mercato illegale più diffuso in carcere è infatti quello dei cellulari anche di tecnologia avanzata che sono lo strumento per continuare a comandare dalle celle, a fare estorsioni e minacciare imprenditori e cittadini.

Nei penitenziari italiani siamo ad un giro di decine di milioni di euro l’anno mentre si sono perse le tracce dei ripetuti annunci del Ministro Nordio sulle misure alternative per tossicodipendenti e le case accoglienza che se esistono non sono in grado di assistere che qualche centinaio di persone con problema droga. Noi da tempo abbiamo messo in guardia sul nuovo corso della Mafia 2.0” che non è certo possibile contrastare con l’assunzione di poche decine di agenti penitenziari, avvenuta con grande enfasi nelle scorse settimane, che restano insufficienti perché a mala pena e non in tutti gli istituti riescono a rimpiazzare i posti degli agenti in pensione. Ne servono almeno 7 mila se si vuole ripristinare il controllo dello Stato e stroncare i traffici di droga e telefonini.

"Riteniamo il provveditore regionale per la Campania, già direttore a Poggioreale e pertanto dovrebbe conoscere bene quel carcere - afferma Di Giacomo - responsabile dell’immobilismo assoluto che caratterizza questa fase sempre più problematica della gestione degli istituti campani.

Se non ci saranno interventi e misure urgenti saremo costretti a chiedere l’avvicendamento del Provveditore”.

Di Giacomo infine ricorda che solo qualche settimana fa da una conferenza stampa a Napoli ha lanciato un Sos: "I segnali che arrivano dalle carceri campane sono inequivocabili e annunciano un’estate tra le peggiori di sempre".