di Paola Iandolo
Bomba al giornalista Ranucci: hanno intascato tra i cinquemila euro e i diecimila. Una cifra esigua quella consegnata agli irpini - presunti esecutori - per organizzare l’attentato contro Sigfrido Ranucci. Cifre emerse dagli ulteriori approfondimenti dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma. Una somma talmente esigua che in parte sarebbe stata persino spesa da due degli arrestati durante una vacanza in Sicilia.
Le copie forensi
I quattro arrestati sono Antonio Passariello, Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis (ai domiciliari con braccialetto elettronico) e sono considerati gli esecutori materiali dell'attentato. Lavitola è considerato dai pm Carlo Villani ed Edoardo De Santis il mandante, il principale sospettato di avere orchestrato il blitz, anche se le ragioni dell’attentato restano tutte da chiarire. L’analisi dei supporti informatici sequestrati nel corso delle perquisizioni potrebbe fornire nuovi elementi sui contatti, sulle modalità organizzative e soprattutto sul movente.
I sondaggi
Il pm ha acquisito alcuni sondaggi per testare l'indice di gradimento di Ranucci per il centrosinistra. Il conduttore di Report ha sempre escluso un proprio ingresso in politica, ma qualcuno aveva comunque ritenuto utile verificarne il potenziale elettorale. Gli inquirenti vogliono quindi capire se l’attentato potesse avere anche l’obiettivo di accrescere la popolarità del giornalista. Si tratta di un’ipotesi investigativa. Ora si indaga anche per capire chi commissionò quei rilevamenti, per quale motivo e chi avrebbe tratto vantaggio da una crescita dell’appeal pubblico di Ranucci.