Dopo essersi prostrati ad Antonio Conte per due lunghi anni, tanto che parlar male di lui era considerata da molti lesa maestà e da rischiare la gogna mediatica con la precisa accusa, nella migliore delle ipotesi, di somma incompetenza, si è infine tornati ad affrontare l'argomento con maggiore equilibrio, riconoscendo al tecnico salentino i pregi della strenua volontà a competere e della incrollabile aspirazione alla vittoria (peraltro spesso trasformata in fatti), ma anche la naturale capacità di svalutare i calciatori al solo scopo di ingigantire la sua persona, le sue scelte e il suo futuro. Qualcuno ha addirittura parlato di "vittorie in cambio di povertà".
IL PIZZINO di Gerardo Casucci: Il prezzo della vittoria
Pregi e difetti di Antonio Conte che almeno aveva una incrollabile aspirazione alla vittoria...
Gerardo Casucci