Il Comitato Civico Territoriale San Domenico e Aree Limitrofe – Per la Tutela della Salute, dell’Ambiente e del Territorio ha trasmesso ad ARPAC, ASL Benevento e Comune di Benevento, con conoscenza a Prefettura, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Provincia, Comune di Pietrelcina e Comune di Pesco Sannita, una nuova richiesta urgente riguardante l’impianto di biometano sito in località San Domenico. La richiesta riguarda due aspetti fondamentali: da un lato il monitoraggio continuativo della qualità dell’aria nelle aree interessate dai miasmi; dall’altro la verifica degli eventuali campionamenti e delle analisi effettuate sui materiali presenti nelle vasche, nei serbatoi, nelle aree di stoccaggio e nelle altre sezioni dell’impianto. Il Comitato ritiene non più rinviabile un accertamento tecnico stabile e continuativo. I cittadini continuano infatti a segnalare, soprattutto nelle ore serali e notturne, esalazioni odorigene intense e persistenti, con grave disagio per le famiglie, per le attività economiche e per l’intera comunità residente. La situazione ha raggiunto livelli particolarmente gravi nella serata e nella notte tra il 13 e il 14 luglio, quando numerosi cittadini hanno segnalato un’aria descritta come irrespirabile, con puzza soffocante, bruciore agli occhi e alla gola, nausea e miasmi penetrati anche all’interno delle abitazioni nonostante le finestre chiuse.
Molti residenti, esasperati e preoccupati, hanno contattato il 112, riferendo una situazione di forte disagio e chiedendo interventi immediati. Tuttavia, da quanto riportato dai cittadini, la risposta ricevuta è stata genericamente che “la situazione era sotto monitoraggio”, senza che fosse chiaro da chi, con quali strumenti, in quali punti del territorio e con quali esiti. Per il Comitato questa risposta non è sufficiente. Se l’aria diventa irrespirabile e i cittadini avvertono bruciore a occhi e gola, i controlli devono avvenire nel momento in cui il fenomeno si manifesta, soprattutto nelle ore serali e notturne, non a distanza di ore o giorni. La percezione olfattiva dei cittadini rappresenta un segnale concreto di disagio e allarme, ma non consente da sola di stabilire quali sostanze siano presenti nell’aria e in quali concentrazioni. Per questo il Comitato chiede che vengano installati presidi fissi, mobili o semimobili di monitoraggio in prossimità dell’impianto, nelle aree residenziali maggiormente interessate e nei punti dai quali arrivano le segnalazioni più frequenti. Il monitoraggio, secondo la richiesta inviata, dovrà avere durata sufficiente a cogliere il carattere intermittente del fenomeno e dovrà comprendere anche le fasce serali, notturne e festive, durante le quali i miasmi vengono segnalati con maggiore intensità. Il Comitato chiede inoltre che le verifiche non si limitino ai comuni parametri delle centraline ordinarie per la qualità dell’aria, ma comprendano, sulla base delle valutazioni tecniche di ARPAC, anche sostanze potenzialmente connesse alle emissioni odorigene e alle attività dell’impianto, tra cui composti organici volatili, ammoniaca, idrogeno solforato, mercaptani, composti solforati, metano, polveri e ulteriori sostanze ritenute pertinenti. Altro punto centrale della richiesta riguarda i materiali presenti nell’impianto. Il Comitato chiede di sapere se, nel corso dei precedenti sopralluoghi o delle attività ispettive, siano stati effettuati prelievi, campionamenti e analisi dei materiali presenti nelle vasche, nei serbatoi, nelle aree di stoccaggio e nelle altre sezioni dell’impianto. Se tali analisi sono state effettuate, il Comitato chiede di conoscerne gli esiti e di ricevere copia dei relativi verbali e rapporti di prova, nei limiti consentiti dalla normativa. Se invece non sono state effettuate, il Comitato chiede che vengano disposte con urgenza, al fine di individuare con precisione la natura dei materiali presenti e il loro possibile contributo alle esalazioni segnalate. Il Comitato chiede anche una valutazione sanitaria da parte dell’ASL Benevento, soprattutto in relazione all’esposizione ripetuta e prolungata della popolazione residente, con particolare attenzione ai soggetti fragili, agli anziani, ai bambini e alle persone affette da patologie respiratorie o cardiovascolari. Alla luce della gravità degli episodi registrati nelle ultime ore, il Comitato ritiene inoltre necessario chiedere alla Prefettura di Benevento la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con tutti gli enti coinvolti: Comune di Benevento, Comune di Pietrelcina, Comune di Pesco Sannita, ARPAC, ASL, Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e gli altri soggetti competenti. Il tavolo dovrà servire a fare il punto sullo stato effettivo delle operazioni in corso presso l’impianto, sulle attività di svuotamento, sulla permanenza di materiali liquidi o solidi, sui controlli effettuati, sui campionamenti eventualmente disposti e sulle misure immediate da adottare per evitare il ripetersi di episodi come quello vissuto ieri sera e stanotte dai residenti. “Non basta dire che in un singolo controllo non siano stati rilevati contaminanti con strumenti istantanei”, dichiara il Presidente del Comitato, Salvatore D’Andrea. “Il fenomeno è intermittente, si manifesta con maggiore intensità in determinate fasce orarie e in particolari condizioni meteorologiche. Per questo servono controlli mirati, continuativi e capaci di intercettare gli episodi nel momento in cui si verificano”. “Dopo quanto accaduto ieri sera e stanotte”, aggiunge D’Andrea, “non possiamo più accontentarci di rassicurazioni generiche. I cittadini hanno diritto di sapere cosa stanno respirando, chi sta controllando, con quali strumenti e quali misure concrete si intendano adottare per tutelare salute, ambiente e vivibilità delle abitazioni”. Il Comitato sottolinea inoltre che la popolazione ha diritto di conoscere non solo se siano stati rilevati contaminanti, ma anche quali sostanze siano eventualmente presenti durante gli episodi odorigeni e quale sia la loro effettiva origine. La richiesta trasmessa agli enti si inserisce nel lavoro già avviato dal Comitato: accesso agli atti, raccolta ordinata delle segnalazioni tramite l’Osservatorio civico dei miasmi, interlocuzione con le istituzioni e richiesta di garanzie concrete per la salute, l’ambiente e il territorio. “Il nostro obiettivo è semplice”, conclude D’Andrea. “Vogliamo risposte ufficiali, dati verificabili e controlli pubblici. I cittadini non possono continuare a vivere tra cattivi odori, aria irrespirabile, preoccupazioni e rassicurazioni generiche. Servono monitoraggi, analisi, trasparenza e un coordinamento immediato tra tutti gli enti competenti”.