di Paola Iandolo
Attentato al giornalista Rai, Sigifrido Ranucci: spuntano nuovi elementi e una foto che attesta che il tuttofare di Lavitola, Gomes Tavares conosceva già nel luglio di due anni fa, due degli indagati irpini finiti in carcere. In una foto sono stati immortalati Gomes Tavares, il 53enne Antonio Passariello e il suo figlio biologico, Pellegrino D'Avino, residente ad Avella insieme alla compagna Marika De Filippis, ai domiciliari. Agli inquirenti ora spetta il compito di comprendere perchè Gomes si sia rivolto a loro per fare il lavoro sporco: pianificare e organizzare l'attentato contro l'abitazione di Ranucci e soprattutto il perchè.
Il tentativo di fuga di Lavitola
Ad avviso degli inquirenti, l'ex editore, legato al giornalista di Report da un'amicizia di lunga data - ora indagato come mandante dell'esplosivo piazzato lo scorso ottobre sotto l'abitazione del conduttore, a Torvaianica - stava tentando la fuga in Camerun. Ad avviso della Dda di Roma Lavitola avrebbe acquistato il biglietto subito dopo l'arresto dei quattro uomini irpini, ritenuti gli esecutori materiali della bomba. I carabinieri del Nucleo investigativo notano che - i primi di luglio - l'ex editore si muove verso Fiumicino insieme alla moglie. Scatta la perquisizione. Per gli inquirenti non è un dettaglio. Lavitola - dal canto suo - respinge ogni accusa. Precisa che non vi è nessun legame con l'attentato, solo affari in Camerun, dove un suo collaboratore, Gomes Clesio Tavares, segue per suo conto un'attività di carbon credit.
I rapporti tra Lavitola e Report
Gli investigatori stanno analizzando anche le presenze di Lavitola negli uffici di Report negli ultimi anni. Quante volte, per quale motivo. Un tassello che potrebbe aiutare a definire il movente. Sotto osservazione anche le dichiarazioni pubbliche rilasciate dall'ex editore in questi giorni, per stabilire se nascondano messaggi indiretti o un tentativo di depistaggio.