Avellino

Un confronto pubblico per chiarire dubbi e preoccupazioni sul futuro di Casa Betania. È quello che si è svolto nella piazzetta davanti alla chiesa di Borgo Ferrovia, dove l'associazione Nui Ra' Ferrovia ha riunito cittadini, istituzioni e Caritas per discutere del progetto che prevede il potenziamento della struttura fino a 60 posti letto destinati a persone senza dimora.

Nel corso dell'incontro, il direttore della Caritas diocesana Antonio D'Orta ha precisato che il servizio è già operativo da circa un anno e mezzo, ricordando i risultati raggiunti: 1.300 accessi al centro d'ascolto e 60 famiglie assistite ogni mese con pacchi alimentari. «Non si tratta di capire cosa si farà, ma come rafforzare un'attività già esistente», ha spiegato.

L'assessore alle Politiche sociali Sergio Trezza ha riconosciuto le perplessità espresse da parte dei residenti, invitando però a riflettere sul tema dell'accoglienza. Ha inoltre sottolineato che il presidio per i senza dimora della Cittadella della Carità registra numeri contenuti e che Casa Betania sarà un centro di prima accoglienza, destinato a ospitalità temporanee e percorsi di presa in carico sociale.

Nel dibattito è emerso anche il tema delle nuove povertà. D'Orta ha richiamato l'attenzione sulle fragilità sociali del territorio, dai giovani che abbandonano il percorso scolastico agli anziani soli, evidenziando come la missione della Caritas sia quella di promuovere una comunità capace di farsi carico delle persone più vulnerabili.

Trezza ha infine illustrato i servizi previsti all'interno della struttura: mensa, ambulatorio medico, doposcuola, centri estivi, alloggi di emergenza e il Pronto Intervento Sociale, attivo 24 ore su 24, un servizio che, come emerso durante l'incontro, molti cittadini non conoscevano. L'obiettivo, ha concluso l'assessore, è costruire un modello di assistenza condiviso con il territorio e non calato dall'alto.