Avellino

Domenico Pagnozzi, figlio del boss caudino Gennaro, della Valle caudina, detto ‘o professore, (chiamato anche “ice” per i suoi occhi di ghiaccio) già in carcere in regime del 41 bis, era a capo di un gruppo che gestiva traffico di droga, estorsioni, riciclaggio negli ambienti romani. L’operazione denominata “Tulipano” è scattata all’alba di ieri in diverse province italiane.

A Pagnozzi, difeso dall’avvocato Dario Vannetiello, sono stati contestati 7 episodi di estorsione avvenuti nella città di Roma ai danni di titolari di esercizi commerciali. Nell’ordinanza di circa 1100 pagine vi è un episodio in cui un titolare di un locale di Roma è stato costretto a dover cedere l’attività ad un affiliato di Pagnozzi. Altri episodi scritti nell’ordinanza parlano dell’acquisto di due imbarcazioni per un importo di 400mila euro, sicuro provento dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Domenico Pagnozzi è in carcere dal 4 febbraio del 2013, in regime di 41 bis, accusato, fra l’altro, di aver fatto parte del gruppo di fuoco che nel 2001 uccise a Torvaianica, sul litorale romano, Giuseppe Carlino, assassinato per vendicare la morte del fratello del boss Michele Senese. Nell’auto utilizzata per compiere l’agguato venne ritrovato un fazzoletto di carta con tracce del Dna di Pagnozzi. L’omicidio Carlino avrebbe sancito l’alleanza, rafforzatasi negli anni, tra il clan della Valle Caudina e la criminalità organizzata romana. Domenico Pagnozzi era stato già condannato a sei anni di reclusione per associazione a delinquere e tentata estorsione nei confronti di un’impresa di Sant’Agata dei Goti nel 1990.

Una laurea in medicina, Domenico Pagnozzi e' in regime di 41bis da due anni. Pochi giorni fa sono state depositate le motivazioni della sentenza emessa dal tribunale di Roma che ha inflitto l'ergastolo al boss avellinese, riconosciuto come l'esecutore del delitto commissionato da un altro capo della mala romana Michele Senese. Per quel delitto Domenico Pagnozzi ebbe in regalo da Senese un orologio d'oro, che segno' il patto criminale tra le due organizzazioni, con scambi frequenti di manovalanza. E gli interessi di 'Mimi' 'o professore' sono sempre andati oltre i confini campani. Fu arrestato nel livornese 15 anni fa, dopo una lunga latitanza. Anche li' furono accertate attivita' e coperture.

Paola Iandolo