di Paola Iandolo
L'omicida di Aldo Gioia, Giovanni Limata dal carcere perseguitava la donna alla quale aveva ucciso brutalmente il marito. Ora la Procura di Avellino ha chiesto il processo per il giovane di Cervinara (per stalking) e altri diciotto indagati accusati ricettazione di telefonini in carcere. Tutti dovranno comparire davanti al Gup del Tribunale di Avellino il prossimo 3 dicembre.
I messaggi minatori
Limata - tra il 19 agosto 2024 e il 20 marzo 2025 - mentre era detenuto nel carcere di Bellizzi, ha cercato di contattare la moglie della sua vittima e anche l’altra figlia di Aldo Gioia. La storia è stata ricostruita dai militari del Nucleo Investigativo di Avellino, agli ordini del capitano Gianluca De Vivo, che nel febbraio del 2025 avevano effettuato una perquizione. La vittima aveva presentato anche la denuncia dopo aver ricevuto - sui profili social - le richieste di amicizia da un profilo con il nikname Ciro Ricci e aver scoperto che si trattava di Limata.
Le accuse di ricettazione
Ora - per il giovane di Cervinara, già condannato per omicidio e che di recente è convolato a nozze durante la sua detenzione in carcere a Salerno, con S.C. la ragazza che lo accompagnò a casa dopo l'efferato omicidio compiuto al corso di Avellino - si avvia un nuovo processo per la vicenda scoperta dai Carabinieri di Avellino, con le accuse di stalking e ricettazione. Gli indagati sono difesi tra gli altri dagli avvocati Francesco Pecchia, Claudio Frongillo, Antonio Falconieri, Mario Pizza, Gaetano Aufiero, Stefano Vozella, Giulia Cavaiuolo, Giuseppe Macario, Aldo Noli, Romolo Clemente, Vincenzo Romano.