"Alle ore 17 di oggi è stata finalmente siglata la firma definitiva che sancisce il rinnovo del contratto di lavoro 2025-2027 del comparto sicurezza e difesa. Esprimiamo una moderata ma concreta soddisfazione per questo importante risultato, giunto in vigenza contrattuale grazie al senso di responsabilità e alla determinazione dimostrati da tutte le parti al tavolo".
Lo dichiara in una nota Donato Capece, segretario generale del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), annunciando la sigla formale dell'accordo avvenuta nel pomeriggio a Roma.
"Con questo accordo - sottolinea il leader del Sappe - garantiamo al personale incremento stipendiali significativi, pari a un aumento netto di 100 euro per la qualifica di base grazie all'integrale destinazione delle risorse disponibili sulla voce fissa della retribuzione, oltre allo sblocco immediato di arretrati attesi da tempo.
Si tratta del miglior risultato concretamente possibile nell'attuale quadro finanziario, che valorizza la dignità del personale non solo nell'immediato ma anche in prospettiva strutturale sul piano previdenziale. Abbiamo apprezzato il costante e costruttivo confronto istituzionale con il ministro della giustizia, Carlo Nordio, con il ministro per la pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e i vertici dell'amministrazione che hanno seguito la trattativa."
Per Capece, l'intesa firmata oggi "non è un punto di arrivo, ma l'inizio di un percorso virtuoso. Vigileremo con assoluto rigore sul rispetto dei tempi per gli importanti impegni presi formalmente dal Governo, a partire dall'avvio, entro 90 giorni, del tavolo per definire la previdenza dedicata del comparto, così come per lo stanziamento di risorse aggiuntive per il Fesi nella prossima legge di bilancio. Accogliamo con favore anche i significativi miglioramenti normativi introdotti in tema di genitorialità, congedo parentale, diritto allo studio e congedi per motivi di salute e solidarietà".
Il segretario generale del primo sindacato della polizia penitenziaria conclude tuttavia evidenziando un'istanza rimasta irrisolta: "Accanto alla soddisfazione istituzionale per la firma del contratto, non posso non esprimere il profondo rammarico del Sappe per non essere riusciti ad ottenere l'aumento dell'indennità di sezione. Parliamo di un riconoscimento economico doveroso per le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che lavorano quotidianamente all'interno delle sezioni detentive, operando in costante prima linea e a diretto contatto con i detenuti in un contesto lavorativo notoriamente complesso e rischioso.
Sebbene il contratto sia ormai firmato, la battaglia del Sappe per garantire la giusta dignità economica e la tutela a chi vive la realtà carceraria sulla propria pelle non si ferma qui e sarà la nostra priorità nei prossimi tavoli di confronto".