E' una vicenda che risale a circa un mese fa, approdata questa mattina dinanzi al Tribunale del Riesame, chiamato a pronunciarsi sul ricorso dell'avvocato Pierluigi Pugliese contro il sequestro del cellulare, dell'auto e del pantalone di un 47enne di Benevento, già noto alle forze dell'ordine, indagato per porto abusivo di armi, minaccia aggravata, spari in luogo pubblico.
Sono le ipotesi di reato contestate nell'inchiesta su quanto accaduto nella serata dello scorso 19 giugno al rione Libertà. Quando una donna, mentre si trovava nel suo appartamento con i figli minori ed il compagno, aveva sentito alcuni colpi , notando poi tre fori sulla zanzariera della finestra della cucina, ed altri due sul soffitto ed una parete.
Facile immaginare la paura, non erano ancora le 22 quando era scattato l'allarme. Immediato l'avvio dell'attività investigative della Squadra mobile, supportata dai rilievi della Scientifica, dal rinvenimento di alcuni bossoli ed ogive. Secondo gli inquirenti, l'uomo avrebbe fatto fuoco da una Panda, che aveva in uso, con la quale era arrivato sotto l'abitazione. Poi sarebbe ripartito per tornare a casa.
Una ricostruzione operata sulla scorta delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, da qui la perquisizione a carico del 47enne ed il sequestro del telefonino, della macchina e di un paio di jeans, questi ultimi, probabilmente, per valutare la compatibilità tra eventuali macchie di sangue e quelle trovate nell'androne del palazzo in cui vive.
"Matrimonio falso con uno straniero", assolta una 67enne
E' stata assolta perchè il fatto non sussiste dall'accusa di aver contratto un matrimonio falso con uno straniero diventato irreperibile. Era l'imputazione a carico di Assunta Pepiciello (avvocato Fabio Fiecdoolo), 67 anni, di Benevento, che il giudice Ersilia Nardone ha però assolto, incrociando la richiesta della difesa, che aveva sottolineato l'assenza di dolo.
Condannato per bancarotta, assolto in appello
Era stato condannato a 2 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta, in appello è stato assolto per non aver commesso il fatto. E' la sentenza per Armando Pascucci (vvocato Michele Ciruolo), 46 anni, di Benevento, chiamato in causa come legale rappresentante e amministratore di una società con sede legale a Montesarchio, dichiarata fallita, per aver sottratto alla massa attiva un importo di circa 800 mila euro. La Corte di appello lo ha assolto, speiga il legale, "non ritenendo idonee le funzioni in concreto esercitate dall’amministratore di fatto e rilevando altresì la totale assenza di ingerenze e interessi antigiuridici".