Aveva origini cilentane il 79enne che, la scorsa notte, è stato ucciso a coltellate a Collegno, alle porte di Torino. L'efferato omicidio si è consumato al culmine di una lite stradale con un automobilista. La vittima, Antonio Greco, era in compagnia del figlio 52enne, rimasto ferito ad un braccio nella colluttazione. Le forze dell'ordine hanno fermato il presunto responsabile. Dolore e sgomento ad Ottati, comune di cui Greco era originario e dove tornava spesso per ricongiungersi al fratello.
"Questa notte un nostro concittadino è morto. Si chiamava Antonio Greco, aveva ottant’anni e abitava a Borgata Paradiso", ha scritto sui social il sindaco di Collegno, Matteo Cavallone. "È morto per una banale lite stradale: ha impiegato troppo tempo a lasciare libero il passaggio, e un uomo in macchina per tutta risposta lo ha ucciso.
Un uomo che perde la vita per un motivo così futile, è qualcosa che scuote e disorienta. Collegno oggi si stringe nel silenzio, un silenzio che non è rassegnazione ma dolore condiviso. Alla famiglia di Antonio va il pensiero più sincero e rispettoso. Nulla può colmare l’ingiustizia di una vita interrotta così, ma Collegno si raccoglie attorno ai suoi cari con discrezione e vicinanza, in particolare al figlio Luciano, che è rimasto anche lui ferito durante l’aggressione".
"In questa vicenda così drammatica le forze dell’ordine del nostro territorio- i Carabinieri anche con l’aiuto della Polizia Locale di Collegno – hanno agito con rapidità e professionalità, individuando in poco tempo il responsabile. È un lavoro che merita riconoscenza, perché restituisce a Collegno un punto fermo nelle istituzioni di questo Paese in un momento di smarrimento. Resta però una domanda che riguarda tutte e tutti noi: come si può arrivare a morire per un litigio per strada? È il segno di un tempo sociale in cui la rabbia sembra più veloce del pensiero, in cui qualcuno crede di potersi fare “giustizia” da solo. La cosa che sconvolge di più di questa vicenda è la totale assenza di rispetto per la vita altrui e la totale non consapevolezza dei propri atti e delle sue conseguenze, visto anche che quella zona in questi giorni è costantemente pattugliata da decine di agenti tra Carabinieri e Agenti della Polizia Locale per garantire la sicurezza in occasione dei concerti del Flowers Festival. Tuttavia la sicurezza non è solo presenza istituzionale: è rispetto reciproco, è la capacità di fermarsi un attimo prima, di non trasformare un diverbio in tragedia. Il rispetto deve partire prima di tutto da ciascuno di noi, c’è poco da aggiungere".