Mentre la Spagna saltava, a causa del maltempo, l'ultimo allenamento prima della finale mondiale di domenica sera contro l'Argentina, il Napoli scendeva in campo per il suo secondo giorno di preparazione precampionato a Dimaro. Novità non pare ce ne fossero, eccetto il fatto che la gran parte dei calciatori, oggi "in mostra" sui campi trentini non si rivedrà né al Maradona né nelle trasferte azzurre. Fa un po' tristezza, lo so, ma è così.
Del resto il presidente Aurelio De Laurentiis è stato categorico: prima si racimola un bel po' di contante e ci si libera di una buona parte dell'oneroso monte ingaggi ereditato dalla gestione di Antonio Conte, poi si ragiona su moduli e pedine da posizionare sul rettangolo di gioco. Così Massimiliano Allegri fa di necessità virtù e schiera, nelle prove tecniche di trasmissione, un 4-3-3 di cui probabilmente non si discuterà neanche quando il gioco si farà duro . Ma qualcuno, comunque, dovrà dare conto degli esterni a disposizione (dopo quelli buttati via) e di quelli che si ventila stiano per essere acquistati (vedi Exequiel Zeballos). Da quel poco che capisco regna il caos. Nessuno, a oggi, sa chi giocherà e come, neanche il tecnico. L'imperativo è vendere. Pertanto, in attesa di scoprirlo, si corre, si suda e si danno calci al pallone. Altro non si fa. Tattica? Manco a parlarne.
Allegri, nel frattempo, chiacchiera più o meno amenamente con Zambo Anguissa del tempo, delle vacanze appena trascorse e dei futuri scenari di mercato. Il presidente, in attesa che il folto albero azzurro sia massicciamente potato in ogni sua parte dal giardiniere in prova Giovanni Manna, preferisce starsene lontano dalla folta pattuglia degli allenati e degli allenatori e godersi il sole e le prelibatezze ischitane. In questo marasma senza capo né coda, una luce brillante, fulgida e inaspettata è quella di Jesper Lindstrøm, che pare abbia nientemeno che segnato due (anche bei) gol consecutivi in allenamento e già si parla di lui per il futuro centrocampo dei partenopei.
Badate bene: non per le corsie esterne, ruolo per il quale era stato preso, profumatamente pagato e pure mandato in giro per l'Europa in cerca di duraturi estimatori, ma per quelle interne, dove il conte Max lo "vedrebbe" nuovo, ennesimo Hamsik, equilibratore e incursore, con licenza di far gol. Ma voi lo immaginate il ventiseienne danese difendere, costruire geometrie e pure segnare? Stessa sorte, vedrete, toccherà ad Antonio Vergara: per lui già si parla di mezzala, ma finirà in porta. Così, tra i due litiganti, il terzo (almeno) gode.