Una mattinata trascorsa in bicicletta durante un periodo di vacanza in Versilia si è conclusa tragicamente per Daniele Faggi, imprenditore di Montemurlo e cicloamatore di 67 anni. L’uomo è morto domenica 19 luglio in seguito allo scontro con un’automobile lungo via di Montramito, nel territorio comunale di Massarosa, in provincia di Lucca.

Il nome di Faggi era già entrato nella cronaca nazionale per la morte di Luana D’Orazio, la giovane operaia rimasta uccisa nel 2021 nell’azienda tessile formalmente intestata alla moglie dell’imprenditore. Il procedimento giudiziario aveva individuato in lui il responsabile di fatto dell’attività produttiva.

L’impatto lungo via di Montramito

L’incidente è avvenuto intorno alle 9.30, in un tratto di strada che collega Viareggio al territorio di Massarosa. Faggi viaggiava su una bicicletta da corsa quando è avvenuto l’impatto con una Fiat Panda condotta da una donna di 59 anni residente a Viareggio.

Secondo le prime ricostruzioni, l’automobile e il ciclista procedevano entrambi in direzione di Massarosa. La dinamica precisa rimane però al vaglio delle forze dell’ordine, chiamate a ricostruire le traiettorie dei due mezzi e le condizioni della circolazione nei momenti precedenti allo schianto.

La violenza dell’urto ha fatto cadere Faggi sull’asfalto. L’uomo indossava regolarmente il casco, ma le lesioni riportate si sono rivelate troppo gravi. I sanitari inviati dalla centrale operativa del 118 hanno tentato di rianimarlo, senza riuscire a salvarlo. Era stato allertato anche l’elisoccorso Pegaso, il cui intervento non ha potuto modificare l’esito dell’emergenza.

La conducente indagata per omicidio stradale

La donna alla guida dell’automobile, un’operatrice sociosanitaria, è stata accompagnata in ospedale in stato di choc. Nei suoi confronti è stata aperta un’indagine per omicidio stradale, un atto necessario per consentire gli accertamenti tecnici e stabilire eventuali responsabilità.

Gli investigatori dovranno esaminare il punto dell’impatto, i danni riportati dall’automobile e dalla bicicletta e le possibili testimonianze. Potranno risultare decisive anche eventuali immagini registrate dalle telecamere presenti lungo la strada o nelle attività vicine. L’iscrizione nel registro degli indagati non comporta un giudizio di colpevolezza.

Faggi, residente a Montemurlo, si trovava in Versilia con la famiglia. La bicicletta era una delle sue passioni e l’uscita di domenica mattina rientrava nelle attività praticate abitualmente durante il tempo libero.

Il legame con la morte di Luana D’Orazio

La figura dell’imprenditore resta legata alla tragedia avvenuta il 3 maggio 2021 nell’Orditura Luana di Montemurlo. In quello stabilimento perse la vita Luana D’Orazio, operaia di 22 anni e madre di un bambino, trascinata all’interno dell’orditoio al quale stava lavorando.

L’azienda risultava formalmente intestata a Luana Coppini, moglie di Faggi. Le indagini della Procura di Prato accertarono tuttavia che era il marito a gestire concretamente l’attività produttiva, assumendo il ruolo di responsabile di fatto dello stabilimento.

La morte della giovane operaia divenne uno dei casi simbolo della battaglia contro gli incidenti e le irregolarità nei luoghi di lavoro. Gli accertamenti si concentrarono sui sistemi di sicurezza del macchinario e sulle modifiche che avrebbero consentito all’orditoio di funzionare a una velocità maggiore.

Il patteggiamento nel processo

Nel 2022 il giudice per l’udienza preliminare accolse il patteggiamento concordato dalla Procura con le difese. Faggi ricevette una pena di un anno e sei mesi, con sospensione condizionale, mentre la moglie fu condannata a due anni.

Le contestazioni riguardavano l’omicidio colposo e la rimozione dolosa delle cautele contro gli infortuni sul lavoro. La conclusione del procedimento suscitò la delusione della madre di Luana, che considerò le pene insufficienti rispetto alla gravità dell’accaduto.

Il terzo imputato, il tecnico incaricato della manutenzione del macchinario, scelse invece il processo ordinario. Dopo la sua assoluzione in primo grado, la Procura ha proposto appello, lasciando ancora aperto un capitolo giudiziario della vicenda.