Andy Burnham è il nuovo primo ministro del Regno Unito. L’ex sindaco della Greater Manchester, eletto alla guida del Partito laburista, ha ricevuto da re Carlo III l’incarico di formare il governo dopo le dimissioni di Keir Starmer.
Il cambio alla guida del Paese si è consumato attraverso il tradizionale rituale britannico. Starmer ha pronunciato il suo ultimo discorso davanti al numero 10 di Downing Street, quindi ha raggiunto Buckingham Palace per presentare formalmente le dimissioni al sovrano. Poco dopo è arrivato Burnham, chiamato dal re a costituire la nuova amministrazione.
Il congedo di Starmer
Nel suo intervento conclusivo, Starmer ha rivendicato il lavoro compiuto alla guida dei laburisti e del governo. Ha ricordato di avere preso in mano il partito dopo la pesante sconfitta elettorale del 2019, di averlo riportato al centro della politica britannica e di avere ottenuto la larga vittoria alle elezioni generali del 2024.
L’ex premier ha lasciato Downing Street difendendo i risultati della propria esperienza e presentando le dimissioni come la conclusione ordinata di una fase politica. Ha ringraziato la moglie Victoria, la famiglia, lo staff, il partito e i cittadini britannici, definendo il servizio svolto come il più grande onore della sua vita.
Nel passare il testimone a Burnham, Starmer ha assicurato sostegno al nuovo leader e ha richiamato la necessità di preservare l’unità nazionale. Nel suo ultimo messaggio ha insistito anche sulla continuità dell’appoggio britannico all’Ucraina, considerato uno degli elementi centrali della politica estera del governo uscente.
Starmer lascia dopo avere riportato il Labour al potere al termine di quattordici anni di governi conservatori. La sua premiership è stata però indebolita dalla crescente insoddisfazione interna, dalla difficoltà di rendere visibili i cambiamenti promessi e dalla perdita di fiducia di una parte del gruppo parlamentare.
Burnham ricevuto da Carlo III
Dopo aver accettato le dimissioni di Starmer, Carlo III ha ricevuto Burnham a Buckingham Palace. La cerimonia, tradizionalmente indicata come il “bacio della mano”, non prevede più l’antico gesto di omaggio, ma conserva un ruolo costituzionale decisivo: è il sovrano a invitare il leader capace di ottenere la fiducia della Camera dei Comuni a formare il governo.
Per Carlo III si tratta del quarto insediamento di un primo ministro dall’inizio del suo regno. Burnham diventa inoltre il settimo capo del governo britannico nell’arco di dieci anni, un dato che riflette la lunga instabilità politica attraversata dal Paese dopo il referendum sulla Brexit.
Il nuovo premier era stato proclamato leader laburista venerdì 17 luglio, dopo aver ottenuto un sostegno quasi unanime tra i parlamentari del partito. Il passaggio alla guida del Labour era diventato possibile dopo il ritorno di Burnham alla Camera dei Comuni attraverso le elezioni suppletive di Makerfield.
La promessa di stabilità
Burnham arriva a Downing Street con l’obiettivo di aprire una nuova fase senza provocare una rottura traumatica con il governo precedente. La sua priorità dichiarata è il costo della vita, insieme alla ricostruzione dei servizi pubblici e al recupero della fiducia verso le istituzioni.
Nel primo intervento da premier ha prospettato un diverso modello politico ed economico, costruito intorno a un piano decennale per il rilancio del Paese. Tra gli impegni iniziali figurano il contrasto alla povertà abitativa, una maggiore attenzione ai territori fuori da Londra e la revisione di alcuni progetti ereditati dall’amministrazione Starmer.
La provenienza dalla Greater Manchester rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti della sua leadership. Burnham ha costruito il proprio consenso presentandosi come interprete delle città e delle comunità del nord dell’Inghilterra, spesso considerate penalizzate dalla concentrazione del potere politico ed economico nella capitale.
Il nuovo governo e l’uscita di Reeves
La composizione del nuovo esecutivo è attesa nel pomeriggio. L’attenzione principale riguarda il Cancelliere dello Scacchiere, figura chiamata a rassicurare i mercati e a indicare la direzione economica dell’amministrazione.
Rachel Reeves, responsabile delle Finanze durante il governo Starmer, ha annunciato l’uscita dall’esecutivo, assicurando comunque il proprio sostegno al nuovo premier. Anche altri esponenti di primo piano della precedente squadra, tra i quali David Lammy, non dovrebbero mantenere il loro incarico.
La scelta del nuovo cancelliere dirà quanto profonda sarà la discontinuità rispetto alla linea fiscale di Starmer. Burnham dovrà conciliare gli interventi promessi sul costo della vita e sui servizi pubblici con la necessità di mantenere sotto controllo debito, spesa e fiducia degli investitori.
La sterlina sale durante la transizione
I mercati hanno accolto il passaggio di consegne senza segnali di allarme. La sterlina ha guadagnato terreno rispetto alle principali valute, riflettendo l’aspettativa di una transizione ordinata e di una linea economica sufficientemente stabile.
Il rialzo non rappresenta ancora un giudizio definitivo sul nuovo governo. Gli investitori attendono la nomina del cancelliere, le prime decisioni di bilancio e indicazioni più precise sulle politiche fiscali. La reazione iniziale mostra però che l’arrivo di Burnham non viene percepito come una minaccia immediata alla stabilità finanziaria.
Il nuovo premier eredita un Paese attraversato da crescita debole, servizi pubblici sotto pressione e forte insoddisfazione per il costo delle abitazioni e dei beni essenziali. Il consenso quasi unanime ottenuto nel gruppo parlamentare gli offre una partenza solida, ma anche l’obbligo di produrre rapidamente risultati visibili.
La giornata delle cerimonie si chiuderà con l’annuncio della squadra di governo. Da quel momento, per Burnham, terminerà la fase della successione e comincerà quella più difficile: dimostrare che il cambio a Downing Street non è soltanto un nuovo volto alla guida dello stesso sistema.