Avellino

Carte di credito aziendali utilizzate per pagare ristoranti, alberghi, gioiellerie, negozi di abbigliamento, agenzie di viaggio e carburante, ma anche auto di servizio impiegate, secondo gli investigatori, per gli spostamenti quotidiani tra casa e ufficio. È quanto avrebbe accertato la Guardia di Finanza di Napoli nell'ambito di un'indagine sulla gestione dell'Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, ente che fa capo alla Regione Campania.

Finisce così nei guai Antonio Limone, manager a cui è stato notificata in queste ore una richiesta di risarcimento da parte della Corte dei conti per sprechi pari a 314 mila euro. Limone ha lasciato l’incarico all’Istituto nel 2025 e allo stato è direttore generale dell’Asl di Caserta. L’inchiesta del vice procuratore contabile Davide Vitale ha scoperchiato un elenco di “esborsi risultati privi della prescritta documentazione giustificativa e degli elementi necessari a dimostrarne l’effettiva riconducibilita` alle finalita` istituzionali”. 

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, su delega della Procura regionale della Corte dei conti per la Campania, hanno notificato un invito a dedurre al termine dell'istruttoria, contestando un presunto danno erariale di oltre 314 mila euro.

Le verifiche avrebbero fatto emergere numerose spese sostenute con carte di credito dell'ente per ristorazione, vitto, alloggi, acquisti in gioielleria e negozi di abbigliamento, viaggi, carburante e altri esborsi che sarebbero risultati privi della documentazione necessaria a dimostrarne il collegamento con le attività istituzionali. Gli investigatori avrebbero inoltre riscontrato una quasi totale assenza di note spese, relazioni di missione, documentazione fiscale e indicazioni sui beneficiari delle prestazioni, elementi indispensabili per giustificare l'utilizzo delle risorse pubbliche.

Sotto la lente anche le autovetture di servizio

Dall'analisi dei diari di bordo, dei registri di utilizzo, dei contratti di noleggio e dei dati Telepass sarebbe emerso un impiego continuativo dei mezzi, in alcuni casi anche nelle ore notturne, per gli spostamenti tra l'abitazione dell'utilizzatore e la sede di lavoro. Le spese di carburante, inoltre, sarebbero state effettuate prevalentemente presso distributori situati nei pressi della residenza dell'utilizzatore, circostanza che, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, confermerebbe un utilizzo estraneo alle esigenze istituzionali dell'ente.

Sulla base degli accertamenti, la Procura contabile ha contestato un presunto danno alle casse pubbliche pari a oltre 314 mila euro, ritenendo che le spese sostenute fossero prive del requisito dell'inerenza alle finalità istituzionali.

L'invito a dedurre rappresenta un passaggio previsto dal Codice di giustizia contabile e consente ai destinatari di presentare le proprie difese prima dell'eventuale avvio del giudizio di responsabilità davanti alla Corte dei conti.