Ci sono volute alcune ore di "trattativa" per trasferire una persona dall'unità operativa complessa di salute mentale dell'Asl di Avellino ad Ariano Irpino, verso il dipartimento di psichiatria ad Avellino.
Era giunta direttamente nella struttura di Cardito, nel piano di zona ad Ariano Irpino, dalla Valle Ufita con il supporto della polizia municipale di Grottaminarda.
Ma da questo momento la situazione è precipitata. Il personale sanitario, abituato ad affrontare situazioni del genere, anche più gravi si è trovato di fronte ad un muro. La persona in escandescenza, necessitava di un trattamento sanitario obbligatorio, ma per giungere alla firma di un'ordinanza ci sono volute oltre due ore, in quanto non si riusciva a capire quale organo di polizia o comune tra i due in questione, fosse tenuto ad emettere il provvedimento medico. Un qualcosa di veramente assurdo.
Gli operanti si sono visti costretti a contattare per chiarimenti in materia anche la procura di Benevento. Alla fine ha vinto il buon senso. Sul posto è giunta la consigliera comunale Mimma Giuliani la quale si è subito attivata con determinazione per giungere alla soluzione del caso. E' stato il vice sindaco Giovannantonio Puopolo a firmare l'atto comprendendo la gravità della situazione e baypassando competenze e burocrazia.
Un gesto di umanità che ha visto protagonisti alla fine il comandante Giovanni Minichiello e il luogotenente della polizia municipale di Grottaminarda, i quali evitando ogni tipo di polemica hanno scortato l'ambulanza con a bordo la donna ad Avellino.
Una storia a buon fine ma che fatica per venirne a capo. Una collaborazione che in casi del genere dovrebbe essere invece fondamentale a sostegno anche degli operatori sanitari.
Cosa che dovrebbe avvenire anche al pronto soccorso del Frangipane-Bellizzi di Ariano Irpino, dove da giorni c'è una donna che vive e dorme in sala d'attesa, dopo essere giunta da Salerno nel comune arianese in cui risiedono i familiari.
Anche in questo caso a pagarne le conseguenze di questa situazione delicata e diventata ingestibile sono gli operatori del pronto soccorso arianese. Una situazione anche questa che rischia purtroppo di aggravarsi e degenerare se non verrà trovata una soluzione in tempi brevi a tutela della donna.