"Mi sono operata pochi giorni fa di cancro al seno, ora vivo con fiducia quello che sarà, curandomi nella mia terra, provando a dare un senso a questo percorso promuovendo la cultura della prevenzione". Rosa D'Amelio, ex presidente della Regione Campania, ha scoperto di essersi ammalata durante un controllo avvenuto oltre i limiti di età previsti dagli screening dell'Asl. La scoperta è stata, come per tutte, amara. Diagnosi: cancro al seno. Poi la programmazione dell'intervento, che è avvenuto la scorsa settimana al Moscati di Avellino, a cura del dottore Carlo Iannace. "Il mio caso conferma come il tumore al seno stia cambiando pelle: ci sono sempre più casi in donne in avanti con gli anni, come in quelle giovanissime, un dato importante su cui riflettere", spiega D'Amelio.
"Non vergonamoci di raccontare la malattia"
Rosa D'Amelio, già presidente del consiglio regionale della Campania, ex sindaco di Lioni, già presidente della commissione sanità della Regione da sempre in prima linea nelle battaglie per diritti e salute, politico di riferimento del territorio Campano, racconta a cuore aperto la sua storia per dire a tutte le donne: "Fate sempre i controlli, praticate la prevenzione. Oggi, grazie a screening e controlli, si può guarire ci si può salvare". Tenace e solare D'Amelio è stata sottoposta all'intervento chirurgico la scorsa settimana, ora vive il decorso post operatorio con estrema forza e spirito di ripresa.
"Bisogna essere megafono per le altre donne, raccontando le proprie storie"
"Ho voluto vedere il bicchiere mezzo pieno e pensare che ci si può curare, che possiamo farlo nelle nostre strutture di riferimento che sono l'eccellenza nella sanità nazionale - spiega -. Ho deciso di operarmi al Moscati, di affidarmi ad un senologo straordinario, per professionalità, alta specializzazione e umanità: Carlo Iannace. La mia intervista ha un senso e uno scopo: ho deciso di raccontare da subito quanto sto vivendo per lanciare un messaggio chiaro e deciso a tutte le donne: bisogna fare prevenzione, farla sempre. Bisogna affidarsi con piena fiducia e serenità ai nostri medici e strutture che sono bravi quanto quelli di altre regioni. Ma sono solo. Ho voluto raccontare il mio percorso per dire: non bisogna vergognarsi di dire che si è malati, anzi, deve essere un punto di forza il raccontarlo per essere sprone e sostegno , per tutte le altre donne e persone che stanno attraversando gli stessi percorsiù".