Napoli

"Siamo chiamati a votare alla svelta un atto che cambia la forma dello Stato e stabilisce che la Repubblica non è più una ma comincia a spaccarsi in due, con diritti diversi a seconda del codice postale.

Il governo ci riprova con l'autonomia differenziata nonostante la sentenza della corte costituzione non solo abbia smontato la legge Calderoli, ma abbia anche elaborato una griglia di valori e parametri costituzionali entro cui calare l'autonomia.

La corte impone che la norma vada vista nel quadro del sistema costituzionale, che si fonda sul concetto di unità e indivisibilità della Repubblica, trova il suo pilastro nella persona umana, costruisce intorno ad essa un'armatura di diritti fondamentali assistita dal principio di eguaglianza. Le autonomie in sostanza sono dunque un mezzo, mai un fine. Stiamo esaminando quattro intese che sono quattro fotocopie. Stessa materia, stesse funzioni, stesse parole per regioni con popolazione, economia e territorio completamente diversi". 

Così la deputata Carmela Auriemma, vice presidente del gruppo M5S e coordinatrice provinciale napoletana nella dichiarazione di voto di ieri sulla preintesa sull'autonomia differenziata tra governo e Regione Lombardia.