“Con il disegno di legge ribattezzato ‘anti maranza’ non si ripetano i gravi errori commessi con il ‘decreto Caivano’.
Come rappresentanti dei lavoratori del Corpo di polizia penitenziaria non ci compete entrare direttamente nel merito della scelta e non ci facciamo condizionare da pregiudizi di ordine ideologico, ma di certo il disegno di legge approvato ieri in Consiglio dei Ministri sull’imputabilità dei minori fra i 14 e i 18 anni, se non accompagnato parallelamente da concrete misure di potenziamento delle strutture, delle infrastrutture e, soprattutto, del personale del circuito carcerario per minorenni (che, giova ricordare, ospita detenuti fino a 21 anni d’età), rischierà di far deflagrare il sistema, già in profonda crisi”.
Lo dichiara Gennarino De Fazio, Responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria.
“Con il decreto Caivano, le strutture minorili, anche quelle un tempo fiore all’occhiello del sistema penale del Paese, sono entrate in profonda crisi e gli istituti penali per minorenni sono stati interessati, quasi al pari delle carceri per adulti, da pesante sovraffollamento aggravato dalla disorganizzazione e dalla penuria di operatori, in primis del Corpo di polizia penitenziaria. Il circuito è già in fortissima sofferenza, pressoché quotidiani sono i disordini, le violenze e anche le aggressioni al personale, oberato da carichi di lavoro pesantissimi e sottoposto a turnazioni che si protraggono ben al di là dell’orario di lavoro regolare con la compressione di diritti anche costituzionalmente tutelati”, spiega il dirigente della UIL FP Polizia Penitenziaria.
“Se l’Esecutivo e il Parlamento intendono proseguire sulla strada dell’ampliamento dell’imputabilità e dell’inasprimento delle pene per i minorenni, devono mettere in campo sin da subito misure consequenziali sia per consentirne l’adeguata accoglienza negli istituti penali sia per l’assunzione straordinaria e proporzionata di un contingente di Polizia penitenziaria da impiegarvi.
Esigenza di assunzioni straordinarie, peraltro, che è sempre più urgente a livello generale atteso che nelle carceri, in questo caso parliamo degli adulti, si è ormai arrivati a 64.638 presenze detentive stipate in soli 46.218 posti disponibili e al fabbisogno reale della Polizia penitenziaria mancano almeno 20mila agenti”, conclude De Fazio.