Sant'Antonio Abate

 

Cala definitivamente il sipario sul “Castello delle Cerimonie”. Dalle prime luci dell'alba di oggi, la Polizia Municipale di Sant'Antonio Abate, affiancata dagli agenti della Polizia di Stato e dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, ha fatto ingresso nei locali del Grand Hotel La Sonrisa per dare esecuzione a un decreto di sequestro preventivo con contestuale sgombero dei locali commerciali. Il provvedimento, firmato dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta dell'ufficio inquirente guidato dal Procuratore Nunzio Fragliasso, contesta il reato di invasione di terreni ed edifici.

Sigilli agli uffici e rimozione degli arredi

Le operazioni in corso rappresentano lo snodo cruciale di una complessa vicenda urbanistica e giudiziaria. Gli operanti stanno provvedendo a notificare gli atti, ad apporre i cartelli di sequestro e a mettere sotto chiave gli uffici amministrativi e le aree commerciali della struttura ricettiva. Il blitz è propedeutico allo sgombero materiale di arredi, macchinari da cucina e attrezzature presenti all'interno dell'immobile, ormai entrato ufficialmente a far parte del patrimonio immobiliare del Comune di Sant'Antonio Abate a seguito della sentenza di confisca definitiva.

Allontanate le persone presenti: cosa succede alla famiglia Polese

Nel corso delle attività di polizia giudiziaria si sta procedendo all'allontanamento di tutto il personale e delle persone presenti all'interno dei locali commerciali del complesso. Rimane invece momentaneamente invariata la posizione dei membri della famiglia Polese, storici fondatori del Grand Hotel resi celebri dal format televisivo in onda su Real Time: i familiari continuano a risiedere nelle rispettive abitazioni private ubicate all'interno del perimetro della proprietà, in attesa del completamento dei singoli passaggi esecutivi disposti dalla magistratura oplontina.

Dalla fama TV al declino giudiziario

Per anni simbolo sfarzoso della ricettività campana e palcoscenico mediatico di suntuosi banchetti nuziali, il "Castello" si avvia così verso la chiusura operativa totale. Con l'apposizione dei sigilli agli ambienti commerciali ed operativi, l'amministrazione comunale si appresta a prendere il possesso effettivo dell'area per valutarne le future destinazioni d'uso pubbliche o sociali, ponendo la parola fine alla gestione privata della struttura.