Napoli

 

 

A meno di tre settimane dalla riapertura la spiaggia comunale di Bagnoli è stata nuovamente interdetta all'uso pubblico. La causa è un inquinamento microbiologico rilevato dall'Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania), le cui analisi sulla sabbia hanno evidenziato la presenza di contaminanti oltre i limiti di sicurezza. L'ordinanza di interdizione, firmata dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Centrale, riguarda tutti gli arenili a nord della colmata di Bagnoli. Il provvedimento ha scatenato un'immediata spaccatura politica e istituzionale con Palazzo San Giacomo.

Il caso Bagnoli: dalla riapertura record al nuovo stop

La vicenda del lido comunale evidenzia una gestione complessa e controversa del demanio marittimo partenopeo.  Il 22 maggio ll'Autorità Portuale dispone la prima chiusura dell'arenile a causa della contaminazione della sabbia da miceti, coliformi e stafilococchi. Il 3 luglio la Giunta Manfredi e l'assessore alle Infrastrutture e al Mare, Edoardo Cosenza, annunciano il completamento degli interventi di bonifica microbiologica e l'allestimento dei servizi (docce, pedane e ombrelloni). Il 5 luglio la spiaggia riapre ufficialmente alla cittadinanza. Il 16 luglio l'Arpac effettua nuovi campionamenti della sabbia. I risultati, trasmessi all'Asl Napoli 1 Centro, certificano il fallimento dei precedenti interventi di manutenzione e sanificazione. Alla luce delle indagini ambientali, l'Asl ha formalmente richiesto di individuare in via prioritaria la fonte primaria di contaminazione prima di consentire qualsiasi riapertura. Un'operazione che rischia di far saltare l'intera stagione estiva per i bagnanti della zona.

Tensione istituzionale su preavviso e allarmismo

L'ordinanza dell'Autorità Portuale ha provocato forte irritazione ai vertici dell'Amministrazione comunale. Dal Comune di Napoli e dall'Assessorato alla Tutela del Mare filtrano critiche per non essere stati preavvisati tempestivamente sulla natura specifica dell'inquinamento biologico. Palazzo San Giacomo sostiene che una comunicazione preventiva avrebbe evitato il generarsi di inutili allarmismi tra la popolazione, permettendo un'informazione più puntuale ai cittadini.

Blitz a Coroglio: sequestrati due lidi abusivi

Mentre sul fronte di Bagnoli si consuma il corto circuito amministrativo, sul vicino litorale di Coroglio si registra l'intervento delle forze dell'ordine per il ripristino della legalità demaniale. Nell'ambito dell'operazione "Mare Sicuro 2026", la Guardia Costiera di Napoli  sotto la direzione dell'ammiraglio ispettore Giuseppe Aulicino  ha condotto un blitz congiunto con la Polizia di Stato del Commissariato di Bagnoli e il personale dell'Autorità Portuale. L'ispezione ha portato allo sgombero di oltre 2.000 metri quadrati di suolo demaniale, occupato abusivamente da due stabilimenti balneari privi di qualsiasi autorizzazione. L'area era peraltro già gravata da un'ordinanza di interdizione per motivi di sicurezza e divieto di balneazione. L'intera attrezzatura è stata posta sotto sequestro penale, mentre i bagnanti presenti sono stati fatti evacuare. La Procura della Repubblica coordinerà gli ulteriori accertamenti disposti dalla Direzione Marittima per verificare da quanto tempo le strutture illegali operassero indisturbate sul litorale.